UEBA
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I classici strumenti e sistemi di difesa contro gli le minacce informatiche stanno rapidamente diventando obsoleti e ci sono diversi modi per superarli. Cio’ che rimane comune con sicurezza tra i cyber criminali che tentano un attacco e’ l’intento dell’attacco stesso. Infatti, sapendo che esistono sistemi in grado di rilevare gli indicatori di compromesso (IOC), e’ naturale che gli hacker competenti cercheranno di non lasciare tracce riconducibili agli standard. L’analisi del comportamento degli utenti e delle entita’ (UEBA) offre un modo piu’ completo per assicurarsi che l’azienda disponga di una sicurezza IT di prim’ordine. Al tempo stesso, aiuta a rilevare gli utenti e le entita’ che potrebbero compromettere l’intero sistema.

Una definizione di User Entity Behaviour Analytics

L’analisi del comportamento degli utenti e delle entita’, o UEBA (User Entity Behaviour Analytics), e’ un tipo di processo di sicurezza informatica che prende atto del comportamento standard degli utenti. A loro volta, il sistema rileva ogni comportamento anomalo o i casi in cui ci sono deviazioni dagli schemi “normali” citati prima. Ad esempio, se un particolare utente scarica regolarmente 10 MB di file ogni giorno, e improvvisamente ne scarica 1 GB, il sistema sarebbe in grado di rilevare questa anomalia e di avvertire immediatamente gli operatori. Il comportamento potrebbe essere legittimo, ma vale la pena controllare.

Il sistema UEBA utilizza l’apprendimento automatico, gli algoritmi e le analisi statistiche per sapere quando c’e’ una deviazione dai modelli stabiliti. Successivamente, mostra quale di queste anomalie potrebbe risultare in una potenziale e reale minaccia. Inoltre, UEBA puo’ aggregare i dati dei report e dei log, cosi’ come analizzare le informazioni su file, flusso e pacchetti.

Con un UEBA si tracciano tutti gli utenti e le entita’ del sistema. In questo modo il sistema si concentra sulle minacce interne, come dipendenti disonesti, quelli compromessi e le persone che hanno accesso al sistema e quindi effettuano attacchi mirati e tentativi di frode, cosi’ come i server, le applicazioni e i dispositivi che lavorano all’interno del sistema.

Vantaggi

E’ la spiacevole verita’ che gli strumenti di sicurezza informatica di oggi stanno rapidamente diventando obsoleti. Ormai gli hacker e i cyber criminali piu’ abili sono in grado di aggirare le difese perimetrali utilizzate dalla maggior parte delle aziende. Qualche anno fa si era sicuri se si disponeva di gateway web, firewall e strumenti di prevenzione delle intrusioni. Questo non e’ piu’ il caso nel complesso panorama delle minacce, ed e’ particolarmente vero per le grandi aziende che hanno dimostrato di avere perimetri IT molto porosi che sono anche molto difficili da gestire e supervisionare.

Il punto fondamentale? Le misure preventive non sono piu’ sufficienti. I firewall non saranno infallibili al 100% e gli aggressori entreranno nel sistema in un punto o nell’altro. Ecco perche’ il rilevamento e’ altrettanto importante: quando gli hacker entrano con successo nel sistema, allora bisogna essere in grado di rilevare rapidamente la loro presenza per ridurre al minimo i danni.

Come funziona?

La premessa del sistema e’ in realta’ molto semplice. Si puo’ facilmente rubare il nome utente e la password di un dipendente, ma e’ molto piu’ difficile imitare il comportamento normale della persona una volta dentro la rete.
Per esempio, diciamo che si riesca a rubare la password e il nome utente di Mario Rossi. E’ quasi impossibile comunque agire esattamente come Mario Rossi una volta dentro al sistema, a meno che non venga fatta anche un’ampia ricerca e preparazione in questa direzione. Pertanto, quando il nome utente di Mario e’ collegato al sistema e il suo comportamento e’ diverso da quello tipico, e’ il momento in cui iniziano a suonare gli allarmi UEBA.

Un’altra analogia correlabile sarebbe il furto di una carta di credito. Un ladro puo’ rubare il portafoglio e andare in un negozio di articoli di lusso e iniziare a spendere migliaia di euro. Ma, se il modello di spesa su quella carta e’ diverso da quello del ladro, il reparto di rilevamento delle frodi riconoscera’ le spese anomale e blocchera’ gli acquisti sospetti, inviandovi un avviso o chiedendo di verificare l’autenticita’ di una transazione.

Cosa puo’ fare UEBA?

UEBA e’ una componente molto importante della sicurezza informatica moderna e permette di:

1. Rilevare le minacce interne: Non e’ troppo azzardato immaginare che un dipendente, o forse un gruppo di dipendenti, possa disobbedire, rubare dati e informazioni utilizzando il proprio accesso. UEBA puo’ aiutarvi a rilevare violazioni dei dati, sabotaggi, abusi di privilegi e violazioni di policy da parte del personale.

2. Rilevare gli account compromessi: A volte, gli account utente vengono compromessi. Puo’ essere che l’utente abbia involontariamente installato malware sulla sua macchina, o che a volte un account legittimo sia stato falsificato. UEBA puo’ aiutare ad eliminare gli utenti compromessi prima che possano fare danni.

3. Rilevare gli attacchi di forza bruta: Gli hacker a volte prendono di mira le entita’ basate sul cloud cosi’ come i sistemi di autenticazione di terze parti. Con UEBA, si e’ in grado di rilevare i tentativi di attacco brute force, permettendo di bloccare l’accesso a queste entita’.

4. Rilevare le modifiche dei permessi e la creazione di super utenti: Alcuni attacchi prevedono l’uso di super users. UEBA consente di rilevare quando i super utenti vengono creati, o se ci sono account a cui sono stati concessi permessi non necessari.

5. Rilevare la violazione di dati protetti: Se si dispone di dati protetti, non e’ sufficiente tenerli al sicuro. Bisogna sapere quando un utente accede a questi dati se non ha alcun motivo commerciale legittimo per farlo.

UEBA e SIEM

Security Information and Event Management, o SIEM, e’ l’utilizzo di un complesso insieme di strumenti e tecnologie che fornisce una visione completa della sicurezza del vostro sistema IT. Si avvale di dati e informazioni sugli eventi, consentendo di vedere modelli e tendenze normali e di avvertire in caso di anomalie. UEBA funziona allo stesso modo, solo che utilizza le informazioni sul comportamento dell’utente (e dell’entita’) per verificare cio’ che e’ normale e cio’ che non lo e’.

Il SIEM, tuttavia, e’ basato su regole, e gli hacker competenti possono facilmente aggirare o eludere queste regole. Inoltre, le regole del SIEM sono progettate per rilevare immediatamente le minacce che si verificano in tempo reale, mentre gli attacchi piu’ avanzati sono solitamente effettuati nell’arco di mesi o anni. L’UEBA, invece, non si basa su regole. Utilizza invece tecniche di risk scoring e algoritmi avanzati che gli consentono di rilevare le anomalie nel tempo.

Una delle migliori pratiche per la sicurezza informatica e’ quella di utilizzare sia SIEM che UEBA per avere migliori capacita’ di sicurezza e di rilevamento.

Come andrebbe usato un UEBA

L’UEBA e’ nato dalla necessita’ di individuare il comportamento dannoso degli utenti e di altre entita’. Gli strumenti e i processi UEBA non sono destinati a sostituire i sistemi di monitoraggio precedenti, ma dovrebbero invece essere utilizzati per integrarli e migliorare la sicurezza generale di un’azienda. Un’altra grande pratica e’ quella di sfruttare le capacita’ di memorizzazione e di calcolo dei grandi dati, utilizzando l’apprendimento automatico e l’analisi statistica per evitare di ricevere una valanga di allarmi inutili e di essere sopraffatti dal grande volume di dati generati.

Ed e’ esattamente quello che accade nel SOCaaS offerto da SOD, in cui il SOAR e’ garantito anche dalla collaborazione di questi sistemi.

UEBA utilizza l’apprendimento automatico e gli algoritmi per rafforzare la sicurezza monitorando gli utenti e altre entita’, rilevando anomalie nei modelli di comportamento che potrebbero essere indicative di una minaccia. Adottando un approccio proattivo alla sicurezza e acquisendo una maggiore visibilita’ sul comportamento degli utenti e delle entita’, le imprese di oggi sono in grado di costruire sistemi di sicurezza piu’ forti e di mitigare piu’ efficacemente le minacce e prevenire le violazioni.

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SOAR
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La tecnologia SOAR (Security Orchestration, Automation and Response) aiuta a coordinare, eseguire e automatizzare le attivita’ tra persone e strumenti, consentendo alle aziende di rispondere rapidamente agli attacchi alla sicurezza informatica. Lo scopo e’ quello di migliorare la loro posizione complessiva in materia di sicurezza. Gli strumenti SOAR utilizzano playbook (strategie e procedure) per automatizzare e coordinare i flussi di lavoro che possono includere strumenti di sicurezza e mansioni manuali.

In che modo SOAR aiuta nel campo della sicurezza?

1. Combinando in un’unica soluzione l’orchestrazione della sicurezza, l’automazione intelligente, la gestione degli incidenti e le indagini interattive.
2. Facilitando la collaborazione dei team e consentendo agli analisti della sicurezza di intraprendere azioni automatiche sugli strumenti in tutto il loro stack di sicurezza.
3. Fornendo ai team un’unica console centralizzata per gestire e coordinare tutti gli aspetti della sicurezza della loro azienda.
4. Ottimizzando la gestione dei casi, incrementando l’efficienza con l’apertura e la chiusura dei ticket per investigare e risolvere gli incidenti.

Perche’ le aziende necessitano di un SOAR?

Le compagnie moderne devono affrontare regolarmente molte sfide e ostacoli, quando di tratta di lotta contro i cyber threat.

Una prima sfida e’ rappresentata da un volume sempre crescente di minacce complesse per la sicurezza. Inoltre, gli strumenti di sicurezza coinvolti molto spesso faticano a parlare tra loro, il che e’ di per se’ un ostacolo fastidioso.

Un cosi’ grande numero di dati e software, non puo’ che significare un numero elevato di allarmi di sicurezza. Infatti, sono troppi i dati di intelligence sulle minacce per consentire ai team di classificare manualmente, assegnare priorita’, indagare e indirizzare le minacce. Inoltre, il lavoro degli addetti alla sicurezza comporta competenze molto specifiche e con l’aumentare della richiesta e’ sempre piu’ complicato trovare un numero sufficiente di addetti alla sicurezza per svolgere il lavoro.

Implementazione del sistema

SOAR aiuta le aziende ad affrontare e superare queste sfide consentendo loro di:

Unificare i sistemi di sicurezza esistenti e centralizzare la raccolta dei dati per ottenere piena visibilita’.
Automatizzare le attivita’ manuali ripetitive e gestire tutti gli aspetti del ciclo di vita degli incidenti.
Definire l’analisi degli incidenti e le procedure di risposta, oltre a sfruttare i playbook di sicurezza per dare priorita’, standardizzare e scalare i processi di risposta in modo coerente, trasparente e documentato.
Identificare e assegnare in modo rapido e preciso i livelli di gravita’ degli incidenti agli allarmi di sicurezza e supportare la riduzione degli allarmi.
Identificare e gestire meglio le potenziali vulnerabilita’ in modo proattivo e reattivo.
Indirizzare ogni incidente di sicurezza all’analista piu’ adatto a rispondere, fornendo al contempo funzioni che supportino una facile collaborazione e il monitoraggio tra i team e i loro membri.

Applicazioni pratiche

Qui di seguito ho voluto elencare qualche esempio pratico di come un SOAR entra in azione in determinate situazioni.

Gestione degli allarmi

Arricchimento e risposta del phishing: attivazione di un playbook. Automazione ed esecuzione di attivita’ ripetibili come il triage e il coinvolgimento degli utenti interessati. Applicare un’estrazione e il controllo degli indicatori per l’identificazione di falsi positivi, in seguito richiedere l’attivazione del SOC per una risposta standardizzata su scala.

Infezione da malware degli endpoint: estrazione dei dati di alimentazione delle minacce dagli strumenti degli endpoint e arricchimento di tali dati. Riferimenti incrociati tra i file recuperati e gli hash con una soluzione SIEM, notifica agli analisti, pulizia degli endpoint e aggiornamento del database degli strumenti.

Login utente non riuscito: dopo un numero predefinito di tentativi di login utente non riusciti, valutando se un login non riuscito e’ autentico o dannoso, un SOAR puo’ attivarsi in vari modi. Innanzi tutto mettendo in pratica un playbook, coinvolgendo gli utenti e in seguito analizzando le loro risposte, poi anche le password in scadenza e infine chiudendo il processo.

Caccia alle minacce

Indicatori di compromesso (IOC): prendere ed estrarre gli indicatori dai file, rintracciare gli indicatori attraverso gli strumenti di intelligence e aggiornare i database.

Analisi del malware: verifica di dati da fonti multiple, estrazione ed eliminazione dei file dannosi. Successivamente viene generato un rapporto e controllata la presenza di malizia.

Risposta agli incidenti cloud: questo avviene attraverso l’utilizzo di dati provenienti da strumenti di rilevamento delle minacce e di registrazione degli eventi focalizzati sul cloud. I dati vengono poi unificati tra le infrastrutture di sicurezza cloud e on-premises, messi in correlazione grazie a un SIEM. Gli indicatori sono poi estratti e arricchiti, per poi controllare la presenza di malizia. Un ultimo passaggio di controllo umano agli analisti che fanno una loro revisione delle informazioni aggiornano il database e chiudono il caso.

I benefici di un SOAR

In sostanza un SOAR implementa metodi di lavoro e protocolli di azione nel sistema di lotta alle minacce informatiche di un azienda. In questo modo migliora notevolmente l’efficienza operativa e accelera il rilevamento degli incidenti cosi’ come i tempi di risposta, che vengono, di fatto, standardizzati.

Un SOAR aumenta la produttivita’ degli analisti e consente loro di concentrarsi sul miglioramento della sicurezza invece che sull’esecuzione di attivita’ manuali.

Sfruttando e coordinando gli investimenti tecnologici di sicurezza esistenti in un’azienda e’ possibile davvero fare la differenza.

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SOAR Security Orchestration, automation and response
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Un numero crescente di aziende fa leva sul SOAR per migliorare l’efficacia delle proprie operazioni di sicurezza informatica. In questo articolo, spieghiamo come avvantaggiarsi del valore del SOAR potrebbe essere cruciale per migliorare la sicurezza della vostra organizzazione.

Che cos’e’ il SOAR?

Coniato dalla societa’ di ricerca Gartner, Security Orchestration, Automation and Response (SOAR) e’ un termine usato per descrivere la convergenza di tre mercati tecnologici distinti:

1. L’orchestrazione e l’automazione della sicurezza.
2. Le piattaforme di risposta agli incidenti di sicurezza.
3. Le piattaforme di intelligence delle minacce.

Le tecnologie SOAR consentono alle organizzazioni di raccogliere e aggregare grandi quantita’ di dati e allarmi di sicurezza provenienti da una vasta gamma di fonti. Di conseguenza l’analisi umana e meccanica e’ migliorata, cosi’ come la standardizzazione e l’automazione del rilevamento e del ripristino delle minacce.

E’ stimato che entro la fine del 2020, il 15% delle organizzazioni con un team di sicurezza fara’ leva sulle tecnologie SOAR. Nel 2018 erano l’1%.

In che modo SOAR sta aiutando le aziende a superare le sfide della sicurezza?

La veloce evoluzione tecnologica sta portando in campo sfide complicate per il settore IT. Le minacce sono in continua evoluzione, il personale qualificato e’ in costante carenza e le proprieta’ IT da gestire sono in continuo aumento. Di conseguenza, il concetto di SOAR sta aiutando le aziende di tutte le dimensioni a migliorare la loro capacita’ di rilevare e rispondere rapidamente agli attacchi. Vediamo come, nella pratica, SOAR può migliorare la sicurezza aziendale.

1. Fornire intelligence di migliore qualita’

Affrontare le piu’ recenti e sofisticate minacce alla sicurezza informatica richiede una conoscenza approfondita delle tattiche, delle tecniche e delle procedure (TTP) degli aggressori, cosi’ come la capacita’ di identificare gli indicatori di compromesso (CIO).

SOAR aggrega e convalida i dati provenienti da un’ampia gamma di fonti. Nello specifico, queste sono piattaforme di informazioni sulle minacce, tecnologie di sicurezza, sistemi di rilevamento delle intrusioni e le tecnologie SIEM e UEBA. Cosi’, attraverso i dati raccolti e convalidati, il SOAR aiuta i SOC a diventare piu’ orientati all’intelligence.

L’effetto di cio’ e’ che il personale di sicurezza e’ in grado di contestualizzare gli incidenti, prendere decisioni piu’ informate e accelerare il rilevamento degli incidenti così come la risposta alle minacce.

2. Migliorare l’efficienza e l’efficacia delle operazioni

La necessita’ di gestire cosi’ tante tecnologie di sicurezza disparate puo’ mettere a dura prova il personale addetto alla sicurezza. I sistemi hanno bisogno di un monitoraggio costante per garantire prestazioni efficienti. Inoltre, le migliaia di allarmi giornalieri che generano possono anche portare ad un affaticamento pericoloso. Il costante passaggio da un sistema all’altro non fa che peggiorare la situazione, costando alle squadre tempo e fatica, oltre ad aumentare il rischio di errori.

Le soluzioni SOAR aiutano i SOC ad automatizzare e semi-automatizzare alcuni dei compiti quotidiani delle operazioni di sicurezza.

Presentando intelligence e controlli attraverso un unico pannello e utilizzando intelligenza artificiale e apprendimento automatico, gli strumenti SOAR riducono significativamente la necessita’ per i team SOC di eseguire il ‘cambio di contesto’.

Inolte, possono contribuire a garantire che i processi siano gestiti in modo piu’ efficiente. Questo migliora la produttivita’ e la capacita’ delle organizzazioni di affrontare un maggior numero di incidenti senza la necessita’ di assumere personale aggiuntivo. Un obiettivo chiave dell’approccio SOAR e’ quello di aiutare il personale di sicurezza a lavorare in modo piu’ intelligente e non piu’ duramente.

3. Migliorare la risposta agli incidenti

Per ridurre al minimo il rischio di violazioni e limitare i vasti danni che possono causare, una risposta rapida e’ di vitale importanza. SOAR aiuta l’organizzazione a ridurre il tempo medio di rilevamento (MTTD) e il tempo medio di risposta (MTTR). E’ possibile qualificare gli allarmi di sicurezza e porvi rimedio in pochi minuti, anziche’ in giorni, settimane o mesi.

SOAR, quindi, consente alle squadre di sicurezza di automatizzare le procedure di risposta agli incidenti. Le risposte automatizzate possono includere il blocco di un indirizzo IP su un firewall, la sospensione di account utenti o la messa in quarantena degli endpoint infetti di una rete.

4. Semplificare la reportistica

In molti centri operativi di cyber security, gli operatori in prima linea passano molto tempo nella gestione dei casi, redazione e creazione di rapporti e nella documentazione delle procedure di risposta agli incidenti. Invece, aggregando le informazioni provenienti da un’ampia gamma di fonti e presentandole tramite dashboard visive e personalizzate, SOAR puo’ aiutare le organizzazioni a ridurre il lavoro collaterale, migliorando al contempo la comunicazione interna.

Inoltre, grazie all’automazione dei compiti delle procedure, SOAR aiuta a codificare la conoscenza sulle minacce.

In ultima analisi, svolgere i compiti piu’ velocemente significa avere piu’ tempo per la risoluzione e mitigazione delle minacce. Piu’ a lungo queste non vengono affrontate, maggiori sono le possibilita’ di danni e malfunzionamenti.

Concludendo

Mentre sia le informazioni sulla sicurezza che la gestione degli eventi (SIEM) e SOAR accumulano dati rilevanti da piu’ fonti, i servizi SOAR si integrano con una piu’ ampia gamma di applicazioni interne ed esterne.

Al momento, molte aziende utilizzano i servizi SOAR per potenziale il software SIEM interno. In futuro, si prevede che, man mano che i fornitori SIEM cominceranno ad aggiungere le funzionalita’ SOAR ai loro servizi, il mercato di queste due linee di prodotti si fondera’.

SOD applica la tecnologia SIEM Next Generation e UEBA per la gestione dei cyber threats e dei processi SOAR. Questo garantisce prevenzione e tempestivita’ di ottimo livello. Se vuoi saperne di piu’, visita la nostra pagina del servizio SOCaaS e contattaci per maggiori informazioni.

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SIEM informatica
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Una soluzione SIEM in informatica e’ uno dei componenti essenziali di un SOC (Security Operation Center). Il suo compito e’ quello di raccogliere informazioni e analizzarle alla ricerca di anomalie e possibili breach nel sistema. Ma non e’ sempre stato cosi’ semplice il processo di difesa. Quello che oggi chiamiamo SIEM, Security Information and Event Management, e’ l’unione di due differenti tipi di tool di cyber security. 

SIM e SEM: le origini

Prima dell’arrivo di una soluzione completa SIEM in informatica, la sicurezza era fortemente incentrata sulla protezione del perimetro e non teneva adeguatamente controllata la rete interna. Le prime soluzioni sviluppate negli anni ’90 erano basilari e sostanzialmente si occupavano di  gestione delle informazioni di sicurezza (SIM) oppure di gestione degli eventi di sicurezza (SEM). Erano soluzioni disponibili come strumenti che dovevano essere implementati in loco nel data center da proteggere. Questo limitava la scalabilita’, perché l’aggiunta di capacita’ richiedeva l’acquisto di ulteriore strumentazione.

Queste prime soluzioni erano anche costruite su database proprietari che obbligavano i clienti alla tecnologia di un unico fornitore. Se si voleva spostare i dati su un altro sistema, il processo era lungo e complicato. Da notare inoltre che l’archiviazione era piu’ costosa, quindi venivano raccolti solo i dati piu’ preziosi. Inoltre, sebbene le soluzioni SIM e SEM contenevano tutti i dati necessari alla difesa, la ricerca e l’allarme erano rudimentali. Inoltre, dipendevano da analisti della sicurezza esperti per ricercare, capire e interpretare cio’ che trovavano nei dati.

Le origini SIEM in informatica

Man mano che i dati diventavano piu’ sensibili e la tecnologia piu’ potente, i sistemi SIEM (SIM+SEM) diventavano capaci di ingerire, elaborare e memorizzare moltissimi dati. Le soluzioni SIEM in informatica di generazione successiva sono in grado di utilizzare gli avvisi signature-based per individuare le minacce nei dati raccolti. Tuttavia, in questo modo si possono individuare solo gli avvisi che abbiano individuato degli indicatori di compromesso (IOC) di una certa minaccia.

Per intenderci, se il tipo di attacco a cui viene sottoposto un sistema non e’ stato catalogato in una serie di IOC, un SIEM di prima generazione non e’ in grado di rilevarlo. Il principale svantaggio di quei sistemi era proprio la capacita’ molto limitata nello scoprire cyber threat sconosciuti.

Per fare un esempio pratico: era possibile usare una regola di questo tipo: “dare un avviso se un utente inserisce 10 password sbagliate consecutive”. In teoria questo potrebbe essere usato per rilevare attacchi con password di forza bruta. Ma cosa succederebbe se l’aggressore provasse solo 9 password di fila? O se l’allarme venisse dato per un utente molto smemorato?

Next Gen SIEM

Un SIEM di nuova generazione e’ costruito su una grande piattaforma di dati che fornisce una scalabilita’ illimitata ed e’ ospitato nel cloud. Un next gen SIEM include la gestione dei log, il rilevamento avanzato delle minacce basato sull’analisi del comportamento e la risposta automatica agli incidenti, il tutto su un’unica piattaforma. 

Questo elimina i problemi a cui erano proni i vecchi sistemi on-premises. Non dovendo installare alcunché e potendo mandare i dati necessari nel cloud abbastanza semplicemente, la potenza di calcolo della macchina locale non e’ compromessa e il SIEM puo’ gestire tutti i dati tranquillamente.

Come procede un SIEM in analisi informatica delle minacce

1. Raccolta dati: una soluzione SIEM in informatica raccoglie dati da tutta l’organizzazione utilizzando agenti installati su vari dispositivi, tra cui endpoint, server, apparecchiature di rete e altre soluzioni di sicurezza. Il SIEM di nuova generazione include il supporto per applicazioni e infrastrutture cloud, applicazioni aziendali, dati di identita’ e feed di dati non tecnici.

2. Arricchimento dei dati: L’arricchimento aggiunge ulteriore contesto agli eventi. Il SIEM arricchira’ i dati con identita’, risorse, geolocalizzazione e informazioni sulle minacce. 

3. Stoccaggio dei dati: I dati saranno poi memorizzati in una banca dati in modo da poterli ricercare durante le indagini. Il SIEM di nuova generazione sfrutta architetture open source e big data architectures, sfruttandone la scalabilita’.

4. Correlazione e analisi: Le soluzioni SIEM utilizzano diverse tecniche per trarre conclusioni utilizzabili dai dati del SIEM. Queste tecniche variano notevolmente.

5. Report: Un SIEM, in particolare un SIEM di nuova generazione, da’ la possibilita’ di cercare rapidamente i dati, permettendo di scavare negli avvisi e di cercare gli attori della minaccia e gli indicatori di compromesso. I dati visualizzati possono essere salvati o esportati. E’ inoltre possibile utilizzare report out-of-the-box o creare report ad hoc a seconda delle esigenze.

Per cosa e’ utilizzato un SIEM

Threat hunting e investigazione

La capacita’ di eseguire threat hunting su un SIEM e’ fondamentale per comprendere i veri modelli di attacchi basati sull’accesso, sull’attivita’ e sulle violazioni dei dati. Sviluppando una visione dettagliata e contestuale degli attacchi, gli analisti della sicurezza possono sviluppare piu’ facilmente politiche, contromisure e processi di risposta agli incidenti per contribuire a mitigare e rimuovere la minaccia.

Risposta in caso di incidente

Una risposta efficace agli incidenti e’ fondamentale per intervenire piu’ rapidamente e ridurre i tempi di permanenza della minaccia. Per questo, un SIEM fornisce un playbook per la risposta agli incidenti con azioni automatizzate configurabili. Un SIEM e’ in grado di integrarsi con soluzioni di terze parti per l’orchestrazione della sicurezza (SOAR) o la gestione dei singoli casi.

Difesa contro le minacce interne

Il motivo per cui le minacce interne sono un problema cosi’ grande perché non si tratta di entrare nel perimetro, ma di sfruttare posizioni interne. Possono essere i vostri dipendenti, appaltatori o soci in affari. Potrebbero essere loro stessi a voler sfruttare la loro posizione, oppure il loro account potrebbe essere stato violato.

Con ogni tipo di minaccia interna, l’aggressore cerca di rimanere nascosto, raccogliendo dati sensibili da sfruttare. Questo potrebbe  causare notevoli danni alla compagnia, alla sua posizione nel settore e al suo rapporto con i consumatori o gli investitori. Con l’utilizzo di un SIEM, si evita questo rischio.

Individuazione di cyber threat

E’ probabile che la tua organizzazione disponga di almeno un archivio di dati sensibili. I cyber criminali prosperano sul saccheggio di questi dati per ottenere guadagni finanziari. Molte violazioni iniziano con una semplice e-mail phishing contro un obiettivo di un’organizzazione. Il semplice clic su un allegato puo’ lasciare codice dannoso dietro di sé. Un SIEM vi permettera’ di monitorare modelli avanzati di minacce informatiche come il phishing, il beaconing e il lateral movement.

Standard di conformita’

Per molti settori industriali, l’adesione agli standard di conformita’ e’ fondamentale. Un SIEM puo’ essere d’aiuto fornendo report incentrati sulle richieste per la conformita’ dei dati. I pacchetti integrati che coprono tutti i principali mandati, inclusi PCI DSS, SOX e ISO 27001, sono una caratteristica standard anche dei SIEM.

Next Generation SIEM

Un SIEM di nuova generazione non e’ solo un sistema ospitato nel cloud. Si avvale anche dell’implementazione di IA e Machine Learning per aumentare la difesa del sistema IT.

Lo vedremo in un prossimo articolo, ma e’ giusto specificare che il SOCaaS offerto da SOD si avvale della tecnologia di ultima generazione offerta da sistemi Next Gen. SIEM. Contattaci per saperne di piu’ a riguardo e parlare con esperti che possono fugare ogni tuo dubbio.

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SIEM software: cos’e’ e come funziona

Network Lateral Movement
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Durante un attacco informatico, gli hacker hanno un unico obiettivo in mente. Questo obiettivo potrebbe essere l’accesso alla macchina di uno sviluppatore e il furto del codice sorgente di un progetto, l’analisi delle e-mail di un particolare dirigente o l’estrazione di dati dei clienti da un server. Tutto cio’ che devono fare e’ entrare nella macchina o sistema che contiene i dati desiderati, giusto? Non proprio. In realta’, e’ un po’ piu’ complicato di cosi’. Per raggiungere il loro obiettivo, e’ probabile che gli hacker si introducano in un server web di basso livello, in un account di posta elettronica o un dispositivo per dipendenti, per fare qualche esempio. Da quel nodo, si muoveranno lateralmente (da cui il nome network lateral movement) per raggiungere il loro obiettivo.

In effetti, quando gli aggressori compromettono una risorsa in una rete, quel dispositivo non e’ quasi mai la loro destinazione finale. La compromissione iniziale, inoltre, raramente causa gravi danni e potrebbe passare inosservata. Solo se le squadre di sicurezza sono in grado di rilevare un lateral movement prima che gli aggressori raggiungano l’obiettivo previsto, e’ possibile prevenire la violazione dei dati.

In questo articolo esamineremo alcuni dei tipi piu’ comuni di network lateral movement e identificheremo i modi in cui possiamo rilevare l’attacco e difenderci.

Capire il network lateral movement

Il lateral movement avviene quando un aggressore si impossessa di una risorsa all’interno di una rete e poi estende la sua portata da quel dispositivo ad altri all’interno della stessa rete. Vediamolo con uno schema per aiutarci a capire meglio.

Il perimetro dell’infrastruttura da penetrare e’ rappresentato con una linea orizzontale. La meta’ superiore rappresenta cio’ che e’ al di fuori della rete, mentre cio’ che si trova al di sotto della linea rappresenta cio’ che e’ all’interno. Affinche’ un aggressore possa entrare nella rete, deve muoversi verticalmente, cioe’ dall’esterno verso l’interno (chiamato anche traffico Nord-Sud). Ma una volta che si e’ stabilito un punto d’appoggio, e’ possibile muoversi lateralmente o orizzontalmente, cioe’ all’interno della stessa rete (chiamato traffico Est-Ovest) per raggiungere l’obiettivo finale dell’attacco.

Lateral Movement - Schema

Possibile percorso di un lateral movement. La freccia indica i nodi della rete che vengono coinvolti nell’attacco.

Gli approcci al Lateral Movement

Nel complesso, ci sono due comuni metodi con cui un hacker applica il lateral movement.

Primo approccio: l’aggressore effettua una scansione interna per scoprire quali altre macchine si trovano all’interno della rete. In particolare, scansiona le porte aperte che sono in ascolto e le macchine che soffrono di vulnerabilita’. A quel punto, l’aggressore puo’ abusare di queste debolezze per spostarsi lateralmente verso un’altra risorsa.

Il secondo approccio al lateral movement sfrutta credenziali rubate, ed e’ il piu’ comune dei due. In questo tipo di attacco, l’hacker potrebbe utilizzare una tecnica di phishing via e-mail per infettare una macchina che si interfaccia con un particolare server. Dopo potra’ utilizzare il suo accesso per recuperare le password tramite un keylogger o altri strumenti simili. A questo punto, puo’ utilizzare qualsiasi credenziale sia stato in grado di ottenere per impersonare l’utente vittima del phishing e accedere a un’altra macchina. Una volta stabilito l’accesso su quel computer, si puo’ ripetere la tattica cercando ulteriori credenziali e/o privilegi da sfruttare. In questo modo, il malintenzionato puo’ farsi strada e creare connessioni remote al dispositivo target.

In entrambi i casi e’ complicato individuare l’attacco, perche’ non si presenta tramite malfunzionamenti di software o applicazioni.

Come difendersi

Un lateral movement si manifesta spesso tramite un’attivita’ di rete anomala. E’ sospettoso, ad esempio, che una macchina, che dialoga normalmente con poche altre, inizi a scansionare l’intera rete. Lo stesso vale se quella macchina tenta di connettersi a porte aperte, di interagire con servizi e credenziali con cui normalmente non ha contatti, o di utilizzare un nome utente che non e’ mai stato utilizzato prima.

La lista dei campanelli d’allarme va avanti all’infinito. La cosa fondamentale da capire e’ che un lateral movement implica macchine che fanno qualcosa fuori dalla loro routine, senza un’adeguata autorizzazione da parte dell’IT.

Questo e’ cio’ che da’ alle organizzazioni la possibilita’ di rilevare questo tipo di attacchi. Implementare una monitorizzazione dei log file e’ un primo passo per la difesa. Idealmente, i dati dovrebbero essere costantemente analizzati per individuare anomalie e possibili brecce.

Problematiche nella difesa

Queste difese non sono infallibili. I team di sicurezza che si affidano semplicemente ai log file limitano la portata della loro posizione difensiva, ad esempio, a causa di log file raccolti solo da particolari applicazioni. Si potrebbe decidere di monitorare un certo servizio per i furti di credenziali, ma gli aggressori potrebbero non sfruttare quel particolare servizio per effettuare un lateral movement. Cio’ significa che tutte le azioni dannose che non utilizzano i servizi monitorati non verranno rilevate tempestivamente.

Oltre a questo, gli hacker conoscono i tipi di protocolli che il personale di sicurezza tende a monitorare, rendendo il loro compito ulteriormente complesso. Gli attaccanti possono usare questa conoscenza per modellare le loro campagne di attacco in modo da avere maggiori possibilita’ di passare inosservati. E’ uno dei motivi per cui e’ stato creato il database MITRE ATT&CK, per raccogliere tecniche conosciute e alzare le difese.

Il vantaggio di un SOCaaS

Non e’ sufficiente che le organizzazioni cerchino il lateral movement utilizzando i log file o uno strumento EDR. E’ necessario rivolgere l’attenzione alla rete nel suo complesso. In questo modo e’ possibile vedere tutto il traffico di rete, stabilire una baseline della normale attivita’ di rete per ogni utente e dispositivo e in seguito monitorare le azioni insolite che potrebbero essere indicative di attacchi. E’ conosciuto come anomaly detection, ed e’ piu’ completo e spesso piu’ facile rispetto all’esame di ogni log file alla ricerca di eventi fuori dalla norma.

Il problema del anomaly detection e’ che molte di queste irregolarita’ sono benigne, e si perde quindi molto tempo ad analizzarle. Cio’ che serve per separare il lateral movement dannoso dalle anomalie di rete benigne e’ la comprensione dell’aspetto del comportamento dannoso

E’ qui che entra in gioco un sistema completo che utilizza sia strumenti di analisi comportamentale che tecnici professionisti della sicurezza.

Il SOCaaS offerto da SOD comprende un Security Data Lake (SDL) per la raccolta dei dati e vari strumenti per l’analisi degli stessi. Uno di questi e’ lo UEBA, particolarmente indicato per la rilevazione di minacce sociali, in quanto analizza tramite IA i comportamenti degli utenti usando le loro azioni come fonte dei dati.

Con questi e altri strumenti che compongono il SOC, e’ possibile attivamente ridurre il rischio di attacchi ai propri dati aziendali. Se sei interessato a saperne di piu’ del SOCaaS di SOD, ti invito a visitare la pagina dedicata o a contattarci direttamente.

Link utili:

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