monitoraggio infrastruttura informatica Alessandro Stesi

Come avere la propria rete informatica sotto controllo

Monitoraggio

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una rapida evoluzione delle infrastrutture informatiche che sono diventate sempre piu’ complesse ed eterogenee. L’introduzione della virtualizzazione, grazie al risparmio economico ed alla sua semplicita’, ha incentivato l’incremento del numero di server suddivisi poi per funzioni e ruoli. Tecnologie come il Cloud hanno permesso di estendere i confini aziendali, basti pensare al Cloud ibrido o al Cloud pubblico dove i server in precedenza solo fisici che erano fisicamente presenti in azienda si sono evoluti in istanze virtuali in esecuzioni su piu’ Datacenter anche geograficamente distribuiti sul globo. Non per ultimo l’IoT (Internet of Things) ha contributo ad arricchire il parco dei dispositivi presenti sulla rete e che e’ necessario gestire. 

 

L’epoca delle check-list 

Non molti anni fa, ai sistemisti erano sufficienti check-list di controllo, regolarmente eseguite secondo procedure di lavoro, per monitorare il parco server aziendale ed assicurare cosi’ il corretto funzionamento di tutte le componenti informatiche con particolare attenzione ai sitemi business critical. Oggi questo approccio, oltre che dispendioso si rileverebbe inefficace principalmente per come e’ evoluta l’infrastruttura aziendale. I controlli manuali diventerebbero oltre che numerosi anche ingestibili e con un grado di errore intrinsecamente alto. Inoltre, in tale scenario, non si e’ grado di garantire una corretta tempestivita’  nell’individuazione di un problema o nella gestione di un guasto.

 

Il monitoraggio automatizzato

L’evoluzione del modello informatico ha introdotto la necessita’  di introdurre nuovi modi di controllo delle rete che fossero automatizzati o semi-automatizzati, distribuiti e soprattutto pro-attivi/reattivi. Si sono diffuse infatti soluzioni in grado di gestire un numero sempre piu’ elevato, eterogeneo e distribuito di dispositivi di rete. I nuovi sistemi di monitoraggio sono in grado anche di impostare la frequenza delle misurazioni in base alle metriche osservate, aumentandola per quei valori in continuo mutamento che e’ necessario osservare quindi in modo continuativo e diminuendola per quelle piu’ statiche. Ad esempio l’occupazione dello spazio disco in alcuni ambienti potrebbe variare di meno rispetto alla banda di rete. Questa accortezza consente di ottimizzare le risorse del monitoraggio evitando di misurare continuamente variabile meno dinamiche.

Le evoluzioni di tali sistemi di monitoraggio hanno consentito anche di collezionare centralmente i dati con la possibilita’ di comparare metriche diverse tra loro ottenendo cosi’ le metriche composte. Il non limitarsi a misurare una singola metrica ma compararne il valore in relazione ad un altra (anche di sistemi differenti) ha esteso il concetto di monitoraggio. 

 

Item e Trigger

Nel mondo dei sistemi o applicazioni per il monitoraggio dei sistemi esistono due concetti base come Item e Trigger. I primi, Item, rappresentano le metriche ossia il valore (numerico, booleano, testuale) misurato o che si intende misurare (es. Stato di un cluster, utilizzo CPU, occupazione disco, etc) mentre i secondi, Trigger, sono le soglie che si vuole applicare ad un determinato Item per controllarne il valore. Ad esempio si potrebbe aver la necessita’  di impostare due Trigger per monitorare l’occupazione del volume di una SAN ricevendo una prima notifica se questo supera l’80% della capacita’ massima ed un secondo nel caso del 90%. Questa caratteristica modulare (Item e Trigger) consente ad esempio di monitorare semplicemente l’andamento di una determinata metrica (es. banda datacenter) senza necessariamente applicare un triggger alla misurazione oppure consente di applicare piu’ soglie allo stesso item per monitorare la variazione di valore segnalandone il cambiamento con azioni differenti in base ai trigger. 

 

Azioni

Al verificarsi di una determinata condizione individuata mediante i trigger e’ possibile eseguire un’azione specifica quali l’invio di una mail, di un sms, di una chiamata VoIP o l’esecuzione di un programma. Ad esempio si potrebbe monitorare un file di log (item file di log uguale a catalina.log) ed al verificarsi di una determinata condizione (trigger che verifica la presenta di un determinato pattern) riavviare la relativa applicazione. Le azioni oltre ad essere automatizzate possono anche essere manuali lasciando all’operatore del sistema di monitoraggio la possibilita’ di applicarle quando lo ritiene piu’ opportuno.

 

Soluzione per il monitoraggio dell’infrastruttura informatica

La Secure Online Desktop mette a disposizione dei propri clienti due servizi per il monitoraggio:

Servizio di monitoraggio IT: Questo servizio rappresenta una soluzione completa per monitorare l’infrastruttura IT del cliente senza aver bisogno di installare hardware aggiuntivo. La soluzione prevede l’utilizzo di una console di gestione in Cloud ed un insieme di agent software specifici che il nostro personale provvederà ad installare.

Servizio gestito di monitoraggio: Questo servizio è un add-on al servizio di Cloud Server che prevede di monitorare i server in Cloud che il cliente acquista. 

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