esempi di phishing cover

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Gli attacchi di phishing di successo stanno aumentando rapidamente e così anche la varietà di forme in cui si presentano. Oggi voglio portare un paio di esempi di phishing segnalati nell’ultimo periodo sul territorio italiano dal CSIRT (Computer Security Incident Response Team).

Milioni di utenti in tutto il mondo sono messi a rischio ogni giorno, statisticamente, uno ogni 30 secondi. I criminali informatici si stanno evolvendo e così anche le loro tecniche.

Ma non è solo la tradizionale truffa di phishing che sta prendendo piede, ma anche lo spear phishing e la frode CEO ora offrono una portata molto più dannosa in ambito aziendale. Per le aziende, un attacco andato a buon fine, potrebbe significare milioni di dollari di danno.

Poiché è noto che gli utenti, anche quelli aziendali, tendono ad essere pigri e a non gestire in modo efficace le loro password, anche una campagna di phishing diretta ai privati, potrebbe fornire credenziali utili per colpire poi account aziendali. Per questo motivo, una delle difese più efficaci è la formazione degli utenti, che conoscendo il pericolo, possono evitarlo del tutto.

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Perché il phishing funziona?

Prima di fare degli esempi concreti di phishing avvenuti in territorio italiano, è interessante capire come mai sia una tecnica che funziona così bene. Secondo un white paper della Ostermann Research del 2017, il phishing è la maggiore fonte di preoccupazioni dei team di sicurezza.

Ci sono 5 principali motivi, individuati da Ostermann Research, per cui il phishing è ancora un pericolo concreto.

1. Mancanza di consapevolezza

Senza dubbio, il motivo predominante è la mancanza di “consapevolezza della sicurezza“. Più specificamente, la mancanza di formazione su questioni come, per esempio, il phishing e il ransomware sono le ragioni principali del successo di questi attacchi.

2. Necessità di un maggiore numero di informazioni

L’uso e la notorietà del Dark Web hanno abbassato il valore commerciale dei dati rubati. Il prezzo di un record di una carta di credito è sceso da 25 dollari nel 2011 a 6 dollari nel 2016, il che significa che i criminali informatici hanno dovuto adattare la loro attenzione a nuovi modi per guadagnare le quantità di denaro che facevano in passato.

3. Mancanza di protezione adeguata

Le aziende non stanno facendo abbastanza per ridurre i rischi associati al phishing. Mancano processi di backup adeguati, così come l’incapacità di identificare gli utenti più deboli che hanno bisogno di ulteriore formazione.

Inoltre, mancano forti processi di controllo, come una doppia conferma per ogni richiesta di trasferimento bancario. Trascurare questi protocolli significa mettersi direttamente nelle mani di alcune delle tecniche fraudolente più comuni.

4. Facilità di reperimento degli strumenti

La disponibilità di kit di phishing e l’ascesa del ransomware-as-a-service (RaaS) ha dato agli aspiranti hacker una facile opportunità per entrare nel mercato e competere con le organizzazioni criminali sofisticate.

La parte più preoccupante di questa tendenza crescente è che anche persone con poca o nessuna esperienza informatica stanno raccogliendo i frutti di questi strumenti facili da ottenere.

5. Gli attacchi fanno leva sui punti deboli delle persone

Come abbiamo visto con l’ingegneria sociale, fare leva su alcuni fattori riesce ad abbassare la guardia delle persone. In alternativa, si punta a un senso di urgenza per fare in modo che non vengano effettuati i dovuti controlli prima di agire. Altre volte ancora è il senso di colpa o la vergogna che vengono utilizzati come arma per richiedere denaro in modo diretto, come nel caso del ransomware.

Tra gli esempi di phishing che vedremo tra poco, io credo che i fattori principali per cui riescono ad andare a segno siano l’ignoranza in materia di (sicurezza) informatica e sensi di colpa o di urgenza trasmessi negli messaggi usati negli attacchi.

Esempi di phishing del 2021 su territorio italiano

“Rimborso Eni Gas e Luce”

Questa campagna, segnalata nel marzo 2021, sfrutta come pretesto un finto rimborso proveniente da ENI Gas e Luce al fine di sottrarre dati personali e informazioni bancarie dalle vittime. La promessa di un rimborso e le pagine web apparentemente legittime sono elementi chiave dell’attacco.

Vengono richiesti, i seguenti dati personali: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale e numero di telefono. Inoltre, sono richiesti anche: tipologia carta di credito, numero, data di scadenza e codice di sicurezza.

La vittima raggiunge la pagina di phishing seguendo un collegamento verso hxxps://legendaryfirewitch.tumblr[.]com/eni, una pagina ospitata sulla piattaforma social Tumblr. Da qui l’utente viene reindirizzato, mediante uno script Javascript, verso una pagina del tutto simile al sito di ENI.

Dopo aver inserito le credenziali nel form, vengono visualizzate due schermate. Una di riepilogo e una di conferma. Da notare che nella schermata di riepilogo viene menzionato il metodo di conferma SMS/OTP che però non è richiesto alla vittima. Infine, si viene indirizzati sul sito reale di ENI.

Per difendersi, prestare sempre attenzione agli URL delle pagine visitate. Questi contengono spesso elementi di evidente illecito. Per esempio l’estensione ru delle pagine.

Esempio di phishing relativo ad account bancari (N26)

A fine marzo 2021, viene segnalata una campagna che colpisce i clienti della banca online N26. Attraverso SMS ed email, vengono richieste agli utenti i dati anagrafici, informazioni personali (numero di telefono e codice fiscale) e il codice OTP e il token di accesso univoco della carta di credito.

Attraverso una landing page del tutto simile a quella di N26, viene chiesto di fare il login al servizio. L’utente inserisce le credenziali di accesso, il codice della carta e poi vengono richieste anche informazioni personali. La scusa è quella di effettuare un controllo sui dati dell’utente.

Dopo l’inserimento dei dati, viene comunicato alla vittima che il codice OTP inserito è errato e ne viene richiesto uno nuovo. Questo avviene per 3 volte, finché non viene mostrata una pagina di errore del server.

Ormai i dati sono stati inseriti e mandati all’attaccante, il quale può accedere al conto della vittima grazie alle informazioni raccolte.

Conclusioni

Gli esempi di phishing riportati in questo articolo sono solo due di tutti quelli riportati regolarmente sul sito del CSIRT. Spesso le truffe sono del tutto evitabili, se solo si conoscessero le basi per individuare una pagina web fraudolenta.

Un consiglio sempre valido: prima di seguire un link ricevuto vai email, è meglio visitare il sito dal proprio browser, senza usare gli URL forniti nel messaggio. Le comunicazioni via email sono spesso delle notifiche che devono avere un riscontro anche nella pagina dell’account sul sito.

Chi cade vittima di un attacco di phishing, è probabile che non sia in grado di riconoscere le minacce in generale. Questo può diventare un rischio per tutta l’azienda.

La difesa migliore è investire sui propri dipendenti. Questo può avvenire tramite campagne di ethical phishing seguite da una formazione mirata a consolidare i problemi rilevati. Noi di SOD possiamo aiutare la tua azienda a riconoscere i punti deboli per poi fornire ai dipendenti le informazioni di cui hanno bisogno per alzare il livello di guarda.

Contattaci per sapere come possiamo aiutare nello specifico la tua azienda per alzare le difese contro il phishing e rendere più sicura l’infrastruttura.

Link utili:

Ethical Hacking Matrix

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L’ethical hacking indica l’applicazione a fin di bene di tecniche di hacking. Il termine “hacker” è stato coniato negli anni ’60 al Massachusetts Institute of Technology (MIT) per descrivere gli esperti che usavano le loro abilità per ri-sviluppare i sistemi mainframe, aumentandone l’efficienza e permettendo loro di svolgere più compiti.

Al giorno d’oggi, il termine descrive normalmente i programmatori esperti che ottengono un accesso non autorizzato nei sistemi informatici sfruttando le debolezze o utilizzando bug, motivati da cattive intenzioni. Per esempio, un hacker potrebbe creare algoritmi per crackare (violare) le password, penetrare nelle reti o anche interrompere i servizi di rete.

Ethical Hacking Laptop

Con l’aumento della popolarità di Internet e del commercio elettronico, l’hacking negativo è diventato la forma più comunemente conosciuta. Un’immagine rafforzata dalla sua rappresentazione in varie forme di notizie e intrattenimento. Di norma, la spinta principale dell’hacking malevolo/non etico è il furto di informazioni preziose o il guadagno finanziario.

Detto questo, non tutto l’hacking è cattivo. Infatti, esiste un secondo tipo di hacking: ethical hacking. Si potrebbe dibattere che questo è il tipo originale di hacking. Infatti, i primi hacker non avevano nessun intento negativo, anzi, il loro scopo era ottimizzare e migliorare i sistemi esistenti.

Cos’è l’ethical hacking e perché ne abbiamo bisogno?

Ethical Hacking è la pratica autorizzata di bypassare la sicurezza di un sistema per identificare potenziali violazioni di dati e minacce in una rete. La società che possiede il sistema o la rete permette agli ingegneri/hacker etici di eseguire tali attività al fine di testare le difese del sistema. Quindi, a differenza dell’hacking malevolo, l’ethical hacking è pianificato, approvato e, soprattutto, legale.

Gli hacker etici hanno lo scopo di indagare il sistema o la rete alla ricerca di punti deboli che gli hacker malintenzionati potrebbero sfruttare o distruggere. Raccolgono e analizzano le informazioni per capire come rafforzare la sicurezza del sistema/rete/applicazioni. Così facendo, possono migliorare la sicurezza in modo che possa resistere meglio agli attacchi o mitigarli.

Gli hacker etici sono assunti dalle organizzazioni per prevenire le violazioni dei dati. In sostanza si fa questo ragionamento: per capire come un ladro potrebbe entrarci in casa, la cosa migliore è fingersi ladri e usare le loro tecniche.

Da notare che il ragionamento implica che chi svolge ethical hacking non conosca lo stato del sistema che sta per violare, così non sarà in alcun modo influenzato nello svolgere determinate attività o violare solo certe parti del sistema. Per l’azienda questo significa che il miglior hacker etico che possono trovare è un esterno al team di sicurezza.

L’attività degli hacker etici

L’ethical hacking controlla vulnerabilità chiave che includono molti aspetti del sistema informatico come: cambiamenti nelle impostazioni di sicurezza, esposizione di dati sensibili, violazione dei protocolli di autenticazione, etc.

Ovviamente ogni infrastruttura aziendale è composta da una combinazione di strumenti, hardware e software potenzialmente unica. Per questo, l’hacker etico deve mettere in campo moltissime conoscenze, strumenti personalizzati e procedure specifiche che non sono quasi mai le stesse da progetto a progetto. Questo è positivo, perché, proprio come gli hacker malintenzionati, anche l’hacker etico è spinto ad essere sempre aggiornato sulle novità del settore, testare nuove tecniche e studiare nuovi modi per mitigare il rischio.

Tipi di hacker

La pratica dell’ethical hacking è chiamata in gergo hacking “white hat” e coloro che la eseguono sono chiamati hacker white hat. In contrasto con l’hacking etico, quello “Black Hat” descrive le pratiche che comportano violazioni della sicurezza. Gli hacker black hat utilizzano tecniche illegali per compromettere i sistemi o violare dei dati.

A differenza degli hacker white hat, gli hacker “Grey Hat non chiedono il permesso prima di entrare nel sistema, ma le loro motivazioni non sono malevole. Infatti, i grey hat sono anche diversi dai Black Hat perché non eseguono l’hacking per vantaggio personale o di terzi. Questi hacker violano i sistemi per divertimento, di solito informando il proprietario di qualsiasi minaccia che trovano. Grey hat e black hat hacking sono entrambi illegali perché entrambi costituiscono una violazione non autorizzata del sistema, anche se le intenzioni sono profondamente diverse.

Le intenzioni

Il modo migliore per distinguere tra gli i white hat e black hat è dare un’occhiata alle loro motivazioni. I black hat sono motivati da guadagni personali, profitto o molestie; mentre i white hat (hacker etici) cercano e rimediano alle vulnerabilità, in modo da impedire agli altri hacker di trarne vantaggio.

Vediamo insieme altre differenze tra i due tipi di hacker.

Tecniche utilizzate

L’ethical hacking duplica le tecniche e i metodi seguiti dagli hacker malintenzionati al fine di scoprire le falle del sistema. Replicando tutti i passi dei cyber criminali, si può scoprire come un attacco al sistema sia avvenuto o possa avvenire. Se trovano un punto debole nel sistema o nella rete, lo segnalano immediatamente e sistemano la falla. Questo tipo di servizi sono solitamente chiamati valutazione delle vulnerabilità e test di penetrazione, e sono offerti anche da SOD.

Legalità

Anche se il l’hacker etico segue le stesse tecniche e metodi dei black hat hacker, solo una pratica è legalmente accettabile. Gli hacker, normalmente, infrangono la legge penetrando nei sistemi senza consenso, mentre gli hacker etici ricevono il permesso dai proprietari dei sistemi che li ingaggiano per testare le infrastrutture.

Proprietà

Gli hacker etici sono impiegati dalle organizzazioni per penetrare nei loro sistemi e rilevare problemi di sicurezza. I black hat hacker non possiedono il sistema né lavorano per qualcuno che lo possiede.

Ethical Hacking White Hat

Benefici dell’ethical hacking

Imparare l’hacking etico comporta lo studio della mentalità e delle tecniche dei black hat hacker per imparare a identificare e correggere le vulnerabilità all’interno delle reti. Lo studio dell’hacking etico può essere applicato dai professionisti della sicurezza in tutte le industrie e in una moltitudine di settori. Questa sfera include il network defender, il risk management e il quality assurance tester.

Tuttavia, il vantaggio più evidente dell’apprendimento dell’hacking etico è il suo potenziale per informare e migliorare e difendere le reti aziendali. La minaccia principale per la sicurezza di qualsiasi organizzazione è un hacker. Imparare, capire e implementare come operano questi criminali può aiutare i responsabili della sicurezza a dare priorità ai potenziali rischi e imparare come rimediare al meglio.

Da notare che l’hacking non deve essere inteso come relativo solo alle infrastrutture informatiche ma a tutto l’apparato tecnologico di un azienda. L’ingegneria sociale, per esempio, fa leva sul fattore umano per ottenere accessi a luoghi, fisici o virtuali, in cui sono custoditi dei dati di valore. Ancora, tramite campagne di phishing, è possibile ingannare gli utenti di un sistema a fornire le proprie password e “regalare” l’accesso a malintenzionati.

I servizi di SOD per la sicurezza della tua azienda

Ogni azienda che gestisce dati sensibili dei propri clienti deve assicurarsi che le procedure e i sistemi utilizzati siano sufficientemente sicuri. Come accennato prima, far svolgere test e prove di vulnerabilità a personale interno potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Se anche si disponesse di un esperto di sicurezza, è da considerare che dovendo violare sistemi che magari ha lui stesso messo in opera, aumenta il rischio di un falso positivo.

Per questo motivo, aziende come SOD mettono a disposizione dei servizi orientati proprio alla valutazione e test delle misure di sicurezza aziendale.

Dal classico Vulnerability Assessment e Penetration Test, pensati per mettere alla prova hardware e software di rete, è possibile passare a servizi che testano fisicamente la sicurezza aziendale o anche le procedure di gestione dei dati sensibili.

Con gli addon per la sicurezza fisica si mettono in campo tecniche per guadagnare l’accesso agli uffici, tentare di raggiungere le centraline di rete o i server, ma anche tentativi di manomissione o installazione di hardware non autorizzato.

Per quello che riguarda il fattore umano, è anche disponibile un servizio di phishing etico, attraverso il quale viene lanciata una campagna di phishing verso l’azienda e vengono testate le reazioni dei dipendenti. Questo individua i punti deboli che saranno poi utilizzati per organizzare un percorso formativo ad hoc.

Come vedi, SOD mette a disposizione delle aziende dei servizi completi per la sicurezza. Non esitare a contattarci per richiedere ulteriori informazioni o farci eventuali domande che potresti avere.

Cyber Security Cover

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La Cyber Security è la pratica di difendere computer, server, dispositivi mobili, sistemi elettronici, reti e dati da attacchi maligni. È anche conosciuta come Information Technology Security e Electronic Information Security. Il termine si applica in una grande varietà di contesti, dal business al mobile computing e può essere diviso in alcune categorie comuni.

Possiamo dividere la cyber security in diverse aree di interesse che elenco qui di seguito brevemente. In quasi ogni situazione elencata, SOD dispone di un servizio dedicato.

Aree di interesse della Cyber Security

La network security è la pratica di proteggere una rete di computer dagli intrusi, sia che si tratti di aggressioni mirate o di malware generici.

L’application security si concentra sul mantenere il software e i dispositivi liberi da minacce. Un’applicazione compromessa potrebbe fornire l’accesso ai dati che è stata progettata per proteggere. Una sicurezza solida inizia nella fase di progettazione, ben prima che un programma o un dispositivo venga distribuito. Per questo l’analisi del codice di un’app è essenziale prima che venga rilasciata.

L’operational security include i processi e le decisioni nella gestione e protezione delle risorse e dei dati. I permessi che gli utenti hanno quando accedono a una rete e le procedure che determinano come e dove i dati possono essere memorizzati o condivisi rientrano tutti in questo ambito.

Disaster recovery e business continuity definiscono come un’organizzazione sia in grado di rispondere a un incidente che riguarda la cyber security o a qualsiasi altro evento che causi la perdita di dati. Le politiche di disaster recovery dettano come l’organizzazione ripristina le sue operazioni e informazioni per tornare alla stessa capacità operativa di prima dell’evento. La continuità del business è il piano a cui l’organizzazione ricorre mentre cerca di operare senza certe risorse.

Cyber Security Laptop

La parte umana della cyber security

L’educazione dell’utente finale affronta il fattore più imprevedibile della sicurezza informatica: le persone. Chiunque può accidentalmente introdurre un virus in un sistema altrimenti sicuro non seguendo le best practice per la sicurezza. Per esempio, insegnare agli utenti a cancellare gli allegati di posta elettronica sospetti e a non inserire unità USB non identificate è vitale per la sicurezza di qualsiasi organizzazione.

In quest’area, particolare rilievo va dato alle truffe, al phishing e in generale all’ingegneria sociale, che fa leva sull’elemento solitamente più debole del sistema informatico: l’operatore.

La portata delle cyber threat

La minaccia informatica (cyber threat) globale continua ad evolversi ad un ritmo rapido, con un numero crescente di violazioni dei dati ogni anno. Un rapporto di RiskBased Security ha rivelato che 7,9 miliardi di documenti sono stati esposti a violazioni di dati nei primi nove mesi del 2019. Questa cifra è più del doppio (112%) del numero di documenti esposti nello stesso periodo l’anno precedente.

I servizi medici, i rivenditori e gli enti pubblici hanno sperimentato il maggior numero di violazioni, con criminali malintenzionati responsabili della maggior parte degli incidenti. Alcuni di questi settori sono più attraenti per i criminali informatici perché raccolgono dati finanziari e medici, ma tutte le aziende che utilizzano le reti possono essere prese di mira per i dati dei loro clienti, lo spionaggio aziendale o per attaccare i clienti.

Cosa fanno i governi

Con la scala della minaccia cibernetica destinata a continuare a crescere, l’International Data Corporation prevede che la spesa mondiale per le soluzioni di cyber security raggiungerà una cifra record di $133,7 miliardi entro il 2022. I governi di tutto il mondo hanno risposto alla crescente minaccia informatica con una guida per aiutare le organizzazioni a implementare pratiche efficaci di sicurezza informatica.

Negli Stati Uniti, il National Institute of Standards and Technology (NIST) ha creato un cyber security framework, per combattere la proliferazione del codice malware e aiutare il rilevamento preventivo. Il framework raccomanda il monitoraggio continuo e in tempo reale di tutte le risorse elettroniche.

L’importanza del monitoraggio del sistema è ripresa nei “10 passi verso la sicurezza informatica“, una guida fornita dal National Cyber Security Centre del governo britannico. In Australia, l’Australian Cyber Security Centre (ACSC) pubblica regolarmente una guida su come le organizzazioni possono contrastare le ultime minacce alla sicurezza informatica.

In Italia abbiamo il framework nazionale per la cyber security che fornisce tutorial, guide e norme europee in fatto di sicurezza informatica.

MSSP e servizi per la cyber security

Un Managed Security Service Provider (MSSP) fornisce monitoraggio e gestione in outsourcing per dispositivi e sistemi di sicurezza. In pratica si occupa di tutte le misure di cyber security per l’azienda che ne richiede i servizi.

SOD è un MSSP e i servizi offerti includono protezione e monitoring di diversi settori del reparto IT aziendale.

I nostri servizi di verifica includono test di vulnerabilità e di penetrazione, così come l’analisi delle procedure di sicurezza. Con il servizio SOC as a Service mettiamo a disposizione le potenzialità di un Security Operation Center sollevando l’azienda dai costi di installazione e gestione. Il SOC adotta tecnologie di ultima generazione come SIEM Next Gen e UEBA, che introducono l’analisi da parte di una IA per il motoring dei log e degli utenti.

SOD utilizza centri operativi di sicurezza per fornire servizi 24/7 progettati per ridurre il numero di personale operativo che un’azienda deve gestire, garantendo comunque livelli di cyber security eccellenti.

Ma i fronti di difesa non si devono fermare al software e alle macchine, devono includere anche l’elemento più imprevedibile: l’utente finale. Ecco perché nella nostra offerta per le aziende si trovano anche servizi people-oriented, come vedremo tra poco.

Cyber Security Hacker

Protezione dell’utente finale

La protezione dell’utente finale è un aspetto cruciale della cyber security. Dopo tutto, è spesso l’utente finale che accidentalmente carica un malware o un’altra forma di minaccia informatica sul proprio dispositivo.

Come suggerito prima, i protocolli di sicurezza messi in piedi da SOD analizzano i software in tempo reale. Attraverso sistemi di analisi comportamentale possiamo monitorare sia il comportamento di un software che dell’utente. Nel caso di un attacco basato sul lateral movement, per esempio, accessi e richieste anomale da parte di un utente possono essere indicatori di un attacco in corso.

Ma non ci fermiamo a questo, possiamo mettere alla prova l’azienda contro tecniche di ingegneria sociale, phishing e manomissione fisica. Grazie ai servizi di ethical hacking e conseguente report, siamo in grado di individuare i punti deboli dell’azienda e suggerire strategie efficaci per mitigare i rischi. Nel caso del phishing, organizziamo anche formazione ad hoc in base alle debolezze evidenziate dal report.

Tramite il servizio di sicurezza fisica, in aggiunta ai servizi di test delle vulnerabilità informatiche, ci mettiamo nei panni dei malintenzionati e proviamo a portare a termine attacchi fisici. Per esempio, cerchiamo di entrare negli edifici aziendali che dovrebbero essere protetti, cerchiamo di raggiungere le infrastrutture di rete e installare hardware potenzialmente dannosi, etc.

Grazie a un team di hacker etici e operatori formati e preparati, testiamo ogni aspetto di cyber security prima che un rischio diventi un problema.

Se vuoi maggiori informazioni riguardo ai nostri servizi o hai delle domande, non esitare a contattarci.

Link utili:

La minaccia del ransomware DDos

Cyber Threat Intelligence (CTI)

Vulnerability Assessment & Penetration Test

Mobile App Penetration Test & Code Review

Ethical Phishing

VPN Aziendali e navigazione internet sicura

Tecniche spammer cover

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Lo spam sembra arrivare ad ogni singolo account di posta elettronica che usiamo, non importa quanto siamo attenti o quale sia il provider dell’indirizzo. Come fanno gli spammer ad avere tutti i nostri indirizzi e-mail? Possiamo fare qualcosa per nascondere il nostro indirizzo e-mail alle più comuni tecniche spammer?

Sfortunatamente, non c’è molto che tu possa fare per evitare che gli spammer ti bombardino di email. Ci sono alcuni consigli che ti aiuteranno a proteggerti, ma gli spammer probabilmente troveranno il tuo indirizzo e-mail comunque.

Il problema non è tanto il messaggio di pubblicità indesiderato, quanto piuttosto cosa comporta il fatto che tu abbia ricevuto un messaggio. Come hai reagito? Lo hai cancellato? Hai cliccato su qualche link? Lo hai flaggato come spam? Ogni azione potrebbe portare informazioni utili agli attaccanti senza che tu te ne accorga.

Vediamoci più chiaro e partiamo da una domanda: dove gli spammer trovano le nostre e-mail?

Tecniche spammer per il recupero degli indirizzi e-mail

Nessuno fornisce la propria e-mail a un sito web e si aspetta che finisca nelle mani di un truffatore. Eppure non è raro che qualcuno trovi la propria casella di posta piena di email di spam non richieste.

Database rubati

La più semplice tra le tecniche usate dagli spammer per raccogliere grandi liste di indirizzi e-mail attivi è attraverso database di account trafugati. Questi furti di password accadono con spaventosa regolarità. Compagnie come Adobe, LinkedIn, eHarmony, Gawker, Last.fm, Yahoo!, Snapchat e Sony sono state tutte compromesse negli ultimi anni.

I database trapelati sono normalmente considerati una minaccia alla sicurezza perché spesso mostrano nomi di account e password. Tuttavia, generalmente mostrano anche gli indirizzi e-mail. Gli spammer possono scaricare questi database trapelati e aggiungere i milioni di indirizzi e-mail alle loro liste. Gli spammer sanno che la maggior parte di questi indirizzi e-mail dovrebbe essere attiva, quindi questi database sono eccellenti per loro.

Questo è probabilmente il modo in cui la maggior parte degli spammer sta trovando indirizzi e-mail per inviare spam. Non c’è davvero molto che tu possa fare per proteggerti da uno spammer che ottiene il tuo indirizzo in questo modo.

Un sito come Have I been pwned? può dirti se le informazioni del tuo account potrebbero essere state diffuse.

Puoi proteggerti dal furto di password utilizzandone di diverse, purtroppo però, devi utilizzare sempre lo stesso indirizzo email ovunque, sarebbe impensabile avere un indirizzo per ogni servizio usato.

Se ricevi email di spam, dovresti evitare di cliccare sui link nell’email. Se trovi un link “Unsubscribe” in un’e-mail da un’azienda legittima, è probabilmente sicuro cliccarlo. Un’azienda reale non vuole spammare e potenzialmente incorrere nelle leggi anti-spam, quindi ti rimuoverà semplicemente dalla sua lista.

Tuttavia, se vedi un link “Unsubscribe” (o, peggio ancora, un link “Buy Now!”) in un’e-mail che sembra molto poco professionale e truffaldina, lo spammer non ti rimuoverà necessariamente dalle sue liste.

Qui le cose si fanno più complesse. Noteranno il tuo clic e i loro sistemi identificheranno il tuo indirizzo email come attivo. Sanno che sei lì, e potresti vedere quantità maggiori di spam dopo aver cliccato il link.

Lo stesso vale per il caricamento delle immagini nelle e-mail di spam. Non cliccare sul pulsante “Carica immagini”, o gli spammer sapranno che hai aperto l’e-mail. Anche se non vedi un’immagine nel messaggio, potrebbe esserci un piccolo pixel di tracciamento che permette allo spammer di identificarti se carichi la risorsa.

Questo è il motivo per cui la maggior parte dei client di posta elettronica non carica automaticamente le immagini.

Tecniche spammer posta elettronica

E-mail scraping, cercare e-mail in chiaro nella rete

Un’altra tecnica spammer per recuperare indirizzi dalla rete, è quella di raschiarle (scraping) dai dati in chiaro in rete. Ci sono in giro dei software che leggono i file in rete e trovano quelli che contengono e-mail e se le salvano. Un po’ come fanno i crawler di Google quando scansionano un sito, ma con intenti malevoli.

Ti sarà capitato di leggere un commento in cui qualcuno lascia il proprio indirizzo per essere contattato. Il bot che scansiona la rete salverà indirizzi simili.

Lo spammer aggiunge questo indirizzo alle sue liste di spam et voilà, lo spam è servito. Questo è il motivo per cui eBay fornisce un indirizzo email temporaneo dove puoi essere raggiunto piuttosto che includere il tuo vero indirizzo email. Questa tecnica è probabilmente meno comune ora che gli spammer hanno dei database di account trapelati enormi con cui lavorare.

Gli spammer possono anche cercare di acquisire indirizzi email validi curiosando in altri posti che sono pubblicamente disponibili, come i record whois per un dominio. Questi record mostrano un indirizzo email associato alla persona o all’organizzazione che ha registrato il nome del dominio.

Tecniche spammer e-mail

Acquisto di indirizzi e-mail

Un’altra tecnica spammer, decisamente per hacker pigri, è quella di acquistare indirizzi da banche dati che li mettono a disposizione.

Persone senza scrupoli vendono liste di e-mail agli spammer per un basso prezzo. Questi indirizzi erano spesso distribuiti su CD in passato, e potrebbero esserlo ancora, ma i database di account trapelati hanno probabilmente eliminato un po’ di interesse per questo mercato.

Gli spammer possono anche semplicemente scambiarsi le loro liste di indirizzi tra loro, assicurandosi che altri malintenzionati mettano le mani sul tuo indirizzo, una volta che accade la prima volta.

Sia chiaro che questa tecnica non è del tutto illegale. Quando ci iscriviamo ad un servizio, spesso abbiamo la possibilità di fornire il nostro indirizzo e-mail a terzi per scopi pubblicitari. Alcuni utenti accettano senza rifletterci e senza verificare se sia un obbligo per sottoscrivere il servizio o no.

Mi è personalmente successo di venire contatto da una persona che, senza intento di spam, ma per fare numero, aveva acquistato il mio indirizzo da un’agenzia di rivendita di contatti, suddivisi per aree di interesse. Se fosse stato uno spammer, avrebbe potuto usare un servizio simile.

Come proteggere il proprio indirizzo

Gli spammer possono anche ottenere indirizzi e-mail in altri modi ma i metodi elencati qui sopra sono alcuni dei più comuni.

Non c’è molto che tu possa fare per evitare che il tuo indirizzo e-mail venga diffuso e riceva spam.

  • – puoi evitare di mettere il tuo indirizzo e-mail sul web in forma di testo semplice
  • – non cliccare mai su un link
  • – non caricare un’immagine in una email sospetta.

Tuttavia, il tuo indirizzo finirà quasi sicuramente nell mani di uno spammer, ad un certo punto.

In realtà, non bisogna preoccuparsi tanto che l’indirizzo sia in circolazione, quanto piuttosto su come viene usato l’indirizzo, soprattutto se attivo.

Tecniche spammer di uso degli indirizzi

Una volta che un truffatore ottiene il tuo indirizzo e-mail, è molto probabile che lo userà per avvantaggiarsi in ogni modo possibile. Più è bravo, maggiori saranno i rischi.

Molti ti invieranno email di spam, con la speranza di raccogliere informazioni private come i numeri delle carte di credito. Cercheranno di ingannarti facendoti credere di aver vinto qualcosa, o che hanno un articolo vantaggioso in vendita. Gli hacker potrebbero anche usare la tua email per rubarti l’identità e mandare messaggi ai tuoi contatti. Ricordi le tecniche di Zombie Phishing?

Altri truffatori useranno le tue informazioni personali per cercare di accedere ai tuoi altri account. La maggior parte delle persone riutilizza le stesse password per diversi account, il che significa che gli hacker che hanno accesso a un account possono facilmente infiltrarsi negli altri.

Questo è il motivo per cui usare password uguali in giro per il web è sconsigliatissimo e per niente sicuro.

Creare botnet

Uno dei motivi per cui non dovresti mai interagire attivamente con i messaggi di spam è che le interazioni mandano agli hacker un’importante informazione: l’indirizzo è attivo, qualcuno lo usa sul proprio dispositivo.

Un indirizzo attivo, una volta che viene individuato, è un bersaglio perfetto per attacchi più specifici di phishing, e poiché tutti gli indirizzi sono a rischio, anche quelli aziendali, dal phishing si può facilmente arrivare a un ransomware a doppia estorsione.

In quest’ultimo caso, la minaccia di un attacco DDoS potrebbe arrivare dalla già citata tecnica dello zombie phishing, e potrebbe tutto essere partito da qualche messaggio di spam.

I computer che praticamente invieranno le richieste al server per eseguire il DDoS attack potrebbero essi stessi essere parte di una botnet creata a seguito di tecniche usate dagli spammer.

Tecniche spammer malware

Fenomenologia di un attacco

Come prima tecnica spammer, vengono recuperati degli indirizzi aziendali. Questo può avvenire tramite scraping o acquisto di database nel dark web. Successivamente, per verificare quali indirizzi siano attivi, vengono inviate un paio di campagne di spam. Niente di dannoso, delle finte newsletter con un evidente messaggio Unsubscribe, oppure un pixel di tracciamento.

Nota: un pixel di tracciamento è solitamente un’immagine trasparente molto piccola che viene caricata da un server remoto. Basterà verificare quante volte è stata scaricata e da chi per capire quali indirizzi siano attivi e quali no.

Come risultato, il database di contatti si sarà ridotto a una lista di indirizzi attivi, in cui gli utenti sono stati abbastanza disattenti da cliccare su un link da una mail sospetta.

Infine, a questi indirizzi selezionati, viene inviato un vero e proprio messaggio di phishing contenente un malware oppure una richiesta di intervento su una pagina web apparentemente legittima. Per esempio, la richiesta di reset delle proprie credenziali tramite il link allegato.

L’ignaro utente, pensando di stare facendo una cosa sicura, segue il link, inserisce le credenziali regalandole di fatto allo spammer. A questo punto l’attaccante ha ottenuto accesso a un account. Da quel momento i rischi sono molti di più e molto più dannosi.

Tecniche spammer phishing

Come difendersi dalle tecniche spammer

Facciamo qualche passo indietro. Tutta la catena di eventi che ha portato l’hacker ad ottenere l’accesso ad un account importante è passato attraverso lo spam e messaggi di phishing.

Ethical Phishing

In alcuni dei passaggi, l’attacco si sarebbe potuto evitare. L’abilità di riconoscere un messaggio sospetto e quindi ignorarlo, è la prima arma a disposizione di un utente. SOD può aiutare la vostra azienda in questo.

Tramite un servizio di ethical phishing, testiamo prima di tutto la resilienza degli utenti. Una volta individuati gli eventuali punti deboli, viene costruito un percorso formativo ad hoc per fornire gli adeguati strumenti di difesa proattiva a tutti i dipendenti.

SOC as a Service

Non sempre essere utenti consapevoli è sufficiente, e un errore di distrazione potrebbe costare moltissimo ad un’azienda che tratta dati sensibili. Per questo, possiamo mettere in campo anche un servizio SOCaaS per la mitigazione del rischio e del danno in seguito ad un attacco.

In questo scenario, un sistema formato da SIEM di nuova generazione e protocolli UEBA implementati da una intelligenza artificiale, monitorano la rete in cerca di ogni anomalia. Ogni comportamento sospetto è individuato e analizzato da tecnici per verificare se possa diventare effettivamente una minaccia oppure no.

Se vuoi avere maggiori informazioni in merito a come SOD può aiutarti ad alzare il livello di sicurezza informatica della tua azienda, non esitare a contattarci.

Zombie Phishing protezione

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Dal nulla, qualcuno risponde a una conversazione email datata mesi fa. Si tratta di una conversazione vera che è realmente accaduta. Forse riguarda una riunione, un’opportunità di lavoro. Questa email sembra molto rilevante, ma attenzione, potrebbe essere zombie phishing.

Infatti, qualcosa non va, l’argomento discusso è passato da mesi e ora c’è uno strano messaggio di errore nel corpo della mail. Questa è una tattica subdola: far rivivere una conversazione via email morta da tempo.

Non il solito phishing

Il Cofense™ Phishing Defense Center™ (PDC) ha individuato nel 2018 una vasta campagna di Zombie Phishing. La truffa, come quasi ogni attacco di phishing, viene realizzata attraverso account di posta elettronica compromessi.

I truffatori si impadroniscono di un account email e rispondono a conversazioni già chiuse da tempo con un link di phishing o un allegato dannoso (per esempio malware o un keylogger). Dato che l’oggetto dell’email è solitamente rilevante per la vittima, è molto probabile che si verifichi un clic guidato dalla curiosità. Non scordiamoci, infatti, che la conversazione originale era già presente tra i messaggi ricevuti, è facile pensare che si tratti di un follow up o simili.

Questi attacchi di Zombie Phishing sembrano utilizzare URL di infezione generati automaticamente per eludere il rilevamento. Non ci sono due link uguali, inoltre, sono nascosti dietro messaggi di “errore” senza troppi fronzoli nel corpo del messaggio. Questo scenario fornendo uno schema di apparente legittimità per gli utenti che ne sono vittime.

Gli zombie in informatica

Nel settore informatico, uno zombie è un computer compromesso connesso alla rete. Lo stato di compromissione potrebbe essere dovuto a un hacker, un virus, un malware o un trojan horse.

La macchina infetta esegue compiti dannosi sotto una direzione remota. Le botnet di computer zombie sono spesso utilizzate per diffondere spam e-mail e lanciare attacchi di tipo denial-of-service (DoS).

Tipi di attacco

Ecco alcuni modelli osservati di Zombie Phishing che trasportano link dannosi. Un fattore distintivo era l’uso di due template grafici distinti contenenti messaggi di errore con pulsante o link.

Il messaggio recita qualcosa tipo “Messaggio incompleto” o “Impossibilità di mostrare tutto il messaggio”. Il link o pulsante invita a cliccare per vedere il messaggio originale. Ovviamente il click comporta solo l’installazione di un malware o altri eventi simili. Da notare che non sono stati individuati due link uguali, segno che probabilmente a generare gli indirizzi era un bot.

Un altro fattore comune è l’utilizzo di domini con TLD .icu. Questo è probabilmente un fattore che col tempo varia sensibilmente. Ecco alcuni dei domini riscontrati nella prima analisi del 2018:

Zombie phishing - domini originali
Fonte immagine Cofence™

Si è osservato che questi attacchi zombie phishing utilizzano loghi organizzativi ufficiali per aggiungere legittimità alle false pagine di login. Una pratica comune nelle tecniche di phishing che abbiamo già visto in altri articoli.

Le pagine di destinazione sono progettate per sembrare un portale online legittimo, compreso di logo dell’azienda e persino una favicon. In questi casi l’obiettivo finale è il furto di credenziali della vittima.

Inoltre, qualsiasi vittima che visita il sito web dannoso viene “marcata” utilizzando l’indirizzo IP dell’host come identificatore e, dopo aver inserito le credenziali, viene indirizzata allo stesso sito web di spam visto da altre vittime. Questo avviene spesso tramite link offuscati utilizzando accorciatori di URL (come hxxps://href[.]li/).

Se lo stesso host tenta di visitare di nuovo il link di phishing, la finta pagina di login viene saltata e si viene inoltrati direttamente alla pagina di spam. Questa marcatura e l’offuscamento dell’URL shortener aiuta gli aggressori a mantenere un basso profilo e a continuare la loro campagna senza sosta.

Conversation Hijacking

Zombie Phishing  protezione

La tattica del conversation hijacking non è affatto nuova e sta ora vivendo una nuova vita grazie al zombie phishing . I truffatori hanno dirottato account di posta elettronica compromessi per distribuire malware ed email di phishing come risposte a conversazioni concluse da anni ormai.

Questa tecnica è ancora popolare perché rende le vittime molto più propense a cliccare su link e scaricare o aprire i file. La soglia di attenzione contro i classici attacchi di phishing è abbassata quando i messaggi sono portati all’interno di conversazioni già nella loro casella di posta.

Un esempio datato un paio d’anni di questo è stata la botnet Geodo. Sostanzialmente si tratta di inserimento in thread di posta elettronica esistenti (conversation hijacking) per consegnare documenti dannosi. Questi, a loro volta, scaricano un campione di Geodo o altri malware come Ursnif, che secondo il Key4Biz era il più diffuso in Italia a giugno 2020.

Tuttavia, l’efficacia di questa tattica può dipendere molto dal contenuto delle conversazioni. Una risposta a un’email pubblicitaria automatica ha meno probabilità di provocare un’infezione rispetto a una risposta a un thread di supporto help-desk.

Sono state diverse le campagne zombie phishing di Geodo consistenti in risposte a email pubblicitarie automatizzate. Questo è indice del fatto che, in alcuni casi, le campagne consistono in risposte indiscriminate a tutte le email in una casella di posta. Dato che il volume di queste campagne di conversation hijacking è ancora relativamente basso, la portata ridotta di queste email è probabilmente limitata dal numero di conversazioni in corso.

Alcuni tipi di account hanno quindi maggiori probabilità di attirare l’attenzione diretta degli attori delle minacce e di indurli a investire ulteriori sforzi e tempo nello sviluppo di campagne di phishing uniche per quegli account.

Difesa dal zombie phishing

Ecco alcuni suggerimenti veloci per evitare di perdere le credenziali per un attacco Zombie Phishing:

  • Attenzione ai soggetti delle email che possono sembrare rilevanti ma che provengono da vecchie conversazioni
  • Fate attenzione a un eventuale messaggio di errore nel corpo del messaggio
  • Non fidatevi dei documenti allegati solo perché stanno rispondendo a una conversazione
  • Passate il mouse sopra i pulsanti o i link nei messaggi sospetti per controllare che non contengano domini sospetti

È stato osservato che queste campagne sono diventate sempre più intelligenti. Per combattere questo e altre forme di phishing, la formazione dei dipendenti è fondamentale.

Una forza lavoro adeguatamente formata è ciò che serve per difendere la tua organizzazione contro gli attacchi di Zombie Phishing.

SOD offre un servizio completo a riguardo. Cominciamo attaccando in modo controllato l’azienda, testando eventuali debolezze nella sicurezza o nel comportamento dei dipendenti. Successivamente viene progettata una formazione specifica per rimediare alle lacune e formare in modo completo il personale.

Per mantenere alte le difese, inoltre, il nostro SOCaaS comprende l’analisi del comportamento degli utenti, dei log delle macchine collegate e della rete in modo da individuare immediatamente tentativi di phishing.

ingegneria sociale email

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Ingegneria sociale è il termine usato per una vasta gamma di attività dannose compiute attraverso le interazioni umane. Utilizza la manipolazione psicologica per indurre gli utenti a commettere errori di sicurezza o a fornire informazioni sensibili. In seguito, con quelle informazioni, l’hacker è in grado di portare a termine con successo attacchi mirati, come il furto di dati, un ransomware o un’interruzione di servizi.

Gli attacchi di ingegneria sociale avvengono solitamente in più fasi. L’esecutore prima indaga sulla vittima designata per raccogliere le informazioni di base necessarie, come i potenziali punti di ingresso e i protocolli di sicurezza deboli, necessari per procedere con l’attacco. Poi, l’attaccante si muove per guadagnare la fiducia della vittima e fornire stimoli per azioni successive che violano le pratiche di sicurezza, come rivelare informazioni sensibili o concedere l’accesso a risorse critiche.

Ciò che rende il social engineering particolarmente pericoloso è che si basa sull’errore umano, piuttosto che sulle vulnerabilità del software e dei sistemi operativi. Gli errori commessi dagli utenti legittimi sono molto meno prevedibili, il che li rende più difficili da identificare e contrastare rispetto a un’intrusione basata sul malware.

ingegneria sociale hacker con 2 pc

È da notare che il target di un ingegnere sociale non è per forza una rete o un software. Riuscire ad entrare in un edificio eludendo la sicurezza, per poi installare un dispositivo o rubare dei documenti, sono azioni che rientrano comunque sotto questa tipologia di attacchi.

Le tecniche dell’ingegneria sociale

Gli attacchi di ingegneria sociale si presentano in molte forme diverse e possono essere eseguiti ovunque sia coinvolta l’interazione umana. I seguenti sono cinque metodi più comuni di attacchi di ingegneria sociale digitale.

Baiting (dall’inglese bait, “esca”)

Come suggerisce il nome, gli attacchi di baiting utilizzano una falsa promessa (un esca, appunto) per stuzzicare l’avidità o la curiosità della vittima. Attirano gli utenti in una trappola che ruba le loro informazioni personali o installa sui loro sistemi un malware.

La forma più infame di baiting utilizza supporti fisici per disperdere il malware. Per esempio, gli aggressori lasciano l’esca (tipicamente chiavette infette) in aree appariscenti dove le potenziali vittime sono certe di vederle (ad esempio, bagni, ascensori, il parcheggio di un’azienda presa di mira). L’esca ha un aspetto legittimo, come un’etichetta che indica il contenuto, come la lista degli stipendi dell’azienda. L’indizio che rivela cosa dovrebbe contenere può cambiare, ovviamente, ma ha la prerogativa di essere potenzialmente molto interessante.

Le vittime raccolgono l’esca per curiosità e la inseriscono in un computer di lavoro o di casa, con conseguente installazione automatica di malware sul sistema.

Le truffe di adescamento non devono necessariamente essere eseguite nel mondo fisico. Le forme di baiting online consistono in annunci allettanti che portano a siti dannosi o che incoraggiano gli utenti a scaricare un’applicazione infetta da malware. Qui si sfocia nelle tecniche di phishing, che vedremo tra poco.

Note di difesa: per difendersi da questi attacchi di ingegneria sociale, oltre che prestare la massima attenzione a cosa si collega al proprio computer, non guasta avere un sistema di antivirus e anti-malware efficiente. Per l’azienda, un sistema SIEM di nuova generazione e UEBA aiutano nell’individuare comportamenti sospetti degli utenti e riducono moltissimo il rischio di infezione malware.

ingegneria sociale laptop

Scareware (dall’inglese to scare, “spaventare”)

Lo scareware consiste nel bombardare le vittime con falsi allarmi e minacce fittizie. Gli utenti sono ingannati a pensare che il loro sistema sia infettato da un malware, spingendoli a installare un software che non ha alcun beneficio reale (se non per l’esecutore) o è esso stesso un malware. Lo scareware viene anche chiamato software di inganno (deception software), rogue scanner software e fraudware.

Un esempio comune di scareware è il banner popup dall’aspetto legittimo che appare nel tuo browser mentre navighi sul web, mostrando un testo come “Il tuo computer potrebbe essere infettato da programmi spyware dannosi“. In altri casi il popup si offre di installare lo strumento (spesso infetto da malware) al posto vostro, o vi indirizza a un sito dannoso dove il vostro computer viene infettato.

Lo scareware è anche distribuito tramite email di spam che distribuisce avvisi fasulli, o fa offerte agli utenti per comprare servizi inutili/nocivi. L’ingegneria sociale è spesso molto fantasiosa e riesce a trovare modi sempre nuovi per ingannare. È necessario essere sempre all’erta.

Note di difesa: Nel caso si sospetti che il messaggio ricevuto sia davvero legittimo, la cosa migliore è cerca una soluzione attivamente, senza cioè usare i link suggeriti dal messaggio stesso. Per esempio, si è ricevuto un messaggio da un servizio che annuncia che il nostro account è stato compromesso. In caso di dubbio, si può contattare l’assistenza del servizio direttamente dal loro sito per chiedere chiarimenti. Evitare a tutti i costi di usare i link suggeriti dal messaggio sospetto.

ingegneria sociale multischermo

Pretexting (dall’inglese to pretend, “fingere”)

In questo attacco di ingegneria sociale, un attaccante ottiene informazioni attraverso una serie di menzogne abilmente costruite. La truffa è spesso avviata da un esecutore che finge di aver bisogno di informazioni sensibili da una vittima in modo da eseguire un compito critico.

L’aggressore di solito inizia stabilendo la fiducia con la sua vittima impersonando colleghi, polizia, funzionari bancari e fiscali, o altre persone che hanno il diritto di conoscere l’autorità. L’hacker pone domande che sono apparentemente necessarie per confermare l’identità della vittima, attraverso le quali raccoglie importanti dati personali.

ingegneria sociale dall'alto

Molti tipi di informazioni vengono raccolte utilizzando questa tecnica, come numeri di carta d’identità, indirizzi personali e numeri di telefono, registri telefonici, date di ferie del personale, registri bancari e persino informazioni di sicurezza relative a un impianto fisico.

Ogni informazione, per quanto possa sembrare innocua, potrebbe successivamente essere usata per un secondo attacco. Anche il nome di una guardia giurata assunta dall’azienda potrebbe essere già sufficiente per instaurare fiducia e chiedere uno strappo alla regola quando si domanda il codice di accesso alle porte automatiche.

Phishing (dall’inglese to fish, “pescare”)

Essendo uno dei più popolari tipi di attacco di ingegneria sociale, le truffe di phishing sono campagne di e-mail e messaggi di testo che mirano a creare un senso di urgenza, curiosità o paura nelle vittime. Poi le spinge a rivelare informazioni sensibili, a cliccare su link a siti web dannosi o ad aprire allegati che contengono malware.

Un esempio è un’e-mail inviata agli utenti di un servizio online che li avvisa di una violazione della politica che richiede un’azione immediata da parte loro, come un cambio di password obbligatorio. Include un link a un sito web, quasi identico nell’aspetto alla sua versione legittima, che invita l’utente a inserire le sue credenziali attuali e la nuova password. Dopo aver inviato il modulo, le informazioni vengono inviate all’attaccante.

Dato che i messaggi identici, o quasi identici, vengono inviati a tutti gli utenti nelle campagne di phishing, individuarli e bloccarli è molto più facile per i server di posta che hanno accesso alle piattaforme di condivisione delle minacce.

Nota di difesa: Se è vero che in alcuni casi ci siamo abituati a non dare peso a questo tipo di messaggi, è anche vero che gli ingegneri sociali si sono fatti sempre più furbi. Non è il caso di abbassare la guardia. Invece è molto utile diffidare sempre di messaggi che richiedono inserimento di credenziali.

Questi attacchi fanno leva sul fatto che è facile imbrogliare alcuni utenti, vuoi per distrazione o ingenuità. La difesa migliore è la formazione dei dipendenti tramite un servizio di phishing etico e successivi training mirati.

ingegneria sociale hacker

Spear phishing (dall’inglese spear, “lancia”)

Questa è una versione più mirata del phishing in cui un aggressore sceglie specifici individui o imprese. Quindi adattano i loro messaggi in base alle caratteristiche, alle posizioni lavorative e ai contatti delle loro vittime per rendere il loro attacco meno evidente. Lo spear phishing richiede molto più sforzo da parte dell’autore e può richiedere settimane e mesi per essere portato a termine. Sono molto più difficili da rilevare e hanno migliori tassi di successo se fatti con abilità.

Uno scenario di spear phishing potrebbe coinvolgere un attaccante che, impersonando il consulente IT di un’organizzazione, invia un’e-mail a uno o più dipendenti. È formulata e firmata esattamente come il consulente fa normalmente, ingannando così i destinatari a pensare che sia un messaggio autentico. Il messaggio richiede ai destinatari di cambiare la loro password e fornisce loro un link che li reindirizza a una pagina dannosa dove l’attaccante ora cattura le loro credenziali.

Hacker con grafica

Come difendersi dagli attacchi di ingegneria sociale

Gli ingegneri sociali manipolano i sentimenti umani, come la curiosità o la paura, per portare avanti gli schemi e attirare le vittime nelle loro trappole. Pertanto, è essenziale essere prudenti ogni volta che vi sentite allarmati da un’e-mail, attratti da un’offerta visualizzata su un sito web, o quando vi imbattete in media digitali vaganti in giro. Essere all’erta può aiutarvi a proteggervi dalla maggior parte degli attacchi di ingegneria sociale che avvengono online.

Inoltre, i seguenti consigli possono aiutare a migliorare la tua vigilanza in relazione agli attacchi di ingegneria sociale.

  • Non aprire e-mail e allegati da fonti sospette. Se non si conosce il mittente in questione, non è necessario rispondere a un’e-mail. Anche se li conosci e sei sospettoso del loro messaggio, fai un controllo incrociato e conferma le notizie da altre fonti, come per telefono o direttamente dal sito di un fornitore di servizi. Anche un’e-mail che sembra provenire da una fonte affidabile potrebbe essere stata avviata da un aggressore.
  • Usare l’autenticazione multi-fattore. Uno dei pezzi più preziosi di informazioni che gli aggressori cercano sono le credenziali dell’utente. Usando l’autenticazione a 2 fattori aiuti a garantire la protezione del tuo account in caso di compromissione del sistema. Esistono applicazioni gratuite per ogni tipo di dispositivo mobile che ti permettono di implementare questo tipo di autenticazione.
  • Diffidare delle offerte allettanti. Se un’offerta sembra troppo allettante, pensaci due volte prima di accettarla come reale. Usa Google per verificare l’argomento e determinare rapidamente se hai a che fare con un’offerta legittima o con una trappola.
  • Aggiornare il software antivirus/antimalware. Assicurati che gli aggiornamenti automatici siano attivati. Controlla periodicamente che gli aggiornamenti siano stati applicati e scansiona il tuo sistema per possibili infezioni.

Se l’azienda dispone di un reparto IT, questi consigli dovrebbero essere le misure standard di sicurezza.

Ufficio

Servizi di sicurezza per aziende

Quando si pensa ai dati che la propria azienda custodisce e gestisce, non si è mai troppo prudenti nella difesa. L’ingegneria sociale fa leva sul fatto che un dipendente si hackera più facilmente di un computer, cosa che molto spesso risulta veritiera.

Oltre alle misure di protezione informatica elencate qui sopra, è bene che i dipendenti siano tutti consapevoli dei rischi e delle potenziali minacce.

SOD propone una serie di servizi che vanno proprio in questa direzione. Il primo e forse più importante è quello di phishing etico in cui proviamo ad attaccare l’azienda con tecniche di phishing. Scopriamo quali sono i punti deboli e organizziamo training interni per fornire gli strumenti adeguati al personale.

Abbiamo anche i classici Vulnerability Assessment e Penetration Test per testare i sistemi di sicurezza informatica. A questo servizio sono applicabili degli addon per coprire un maggior numero di aree. È disponibile un addon specifico per l’analisi delle app e la revisione del codice, ma anche uno in cui proviamo a violare l’azienda con attacchi fisici. Testeremo la sicurezza fisica dell’azienda, la possibilità di entrare negli edifici, l’accesso alle centraline di rete e altro.

Infine, per mantenere controllate le reti, il servizio SOCaaS permette di monitorare tutta la rete, individuare azioni sospette (con analisi del comportamento tramite intelligenza artificiale), installazioni non autorizzate, tentativi di violazioni e molto altro.

La sicurezza dei dati in azienda è davvero importante, contattaci per sapere come possiamo aiutarti!

Cos'e' il phishing - Cover

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Il phishing è un tipo di attacco di ingegneria sociale spesso utilizzato per rubare i dati degli utenti, comprese le credenziali di accesso e i numeri delle carte di credito. Si verifica quando un aggressore, mascherato da un’entità fidata, inganna una vittima ad aprire un’e-mail, un messaggio istantaneo o un messaggio di testo.

Il destinatario viene quindi indotto a cliccare su un link dannoso, che può portare all’installazione di malware, al congelamento del sistema come parte di un attacco ransomware o alla rivelazione di informazioni sensibili.

Un attacco può avere risultati devastanti. Per gli individui, questo include acquisti non autorizzati, il furto di fondi o il furto di identità.

Cos'e' il phishing - Concept

Cos’è il phishing per le aziende?

Ancora più dannoso, il phishing è anche utilizzato per guadagnare un punto d’ingresso nelle reti aziendali o governative come parte di un attacco più grande, come un evento di minaccia avanzata persistente (APT – Advanced Persistent Threat). In quest’ultimo scenario, i dipendenti vengono compromessi al fine di aggirare i perimetri di sicurezza, distribuire malware all’interno di un ambiente chiuso, o ottenere un accesso privilegiato ai dati protetti.

Un’organizzazione che soccombe a un attacco di questo tipo in genere subisce gravi perdite finanziarie, oltre a un calo della quota di mercato, della reputazione e della fiducia dei consumatori. A seconda della portata, un tentativo di phishing potrebbe degenerare in un incidente di sicurezza da cui un’azienda avrà difficoltà a riprendersi.

Come si presenta un attacco phishing

Sapere cos’è il phishing spesso non basta per proteggersi. La cosa migliore da fare è lavorare sulla resilienza agli attacchi e capire come individuarli prima di caderne vittima.

Come abbiamo accennato prima, infatti, le conseguenze possono essere di proporzioni enormi. Ma, se sembra semplice da fare quando si tratta di un singolo individuo, come fare se c’è un’intera azienda da proteggere? SOD offre un servizio orientato proprio a questo: formare intere aziende al riconoscimento e mitigazione del rischio di attacchi phishing.

Attraverso un primo attacco controllato, siamo in grado di capire quali sono i punti su cui lavorare. Successivamente vengono organizzate delle proposte formative per i dipendenti. Viene loro insegnato come riconoscere le minacce prima che queste diventino problematiche. Per saperne di più, è possibili visitare la pagina del servizio.

Ma vediamo come si presenta un attacco generico.

Esempio di attacco

1. Un’email fasulla apparentemente proveniente da lamiauniversita.edu viene distribuita in massa al maggior numero possibile di membri della facoltà.

2. L’email sostiene che la password dell’utente sta per scadere. Vengono date istruzioni per andare sul link lamiauniversita.edu/rinnovo per rinnovare la loro password entro 24 ore.

Possono accadere varie cose cliccando sul link proposto.

L’utente viene reindirizzato a lamiauniversita.edurinnovo.com, una pagina fasulla che appare esattamente come la vera pagina di rinnovo, dove vengono richieste sia la password nuova che quella esistente. L’attaccante, monitorando la pagina, dirotta la password originale per – ottenere l’accesso alle aree protette della rete universitaria.

– L’utente viene inviato alla vera pagina di rinnovo della password. Tuttavia, mentre viene reindirizzato, uno script maligno si attiva in background per dirottare il cookie di sessione dell’utente. Questo si traduce in un attacco di tipo Cross Site Scripting, dando all’autore l’accesso privilegiato alla rete universitaria.

Cos'e' il phishing - Concept

Logica di un attacco

L’email phishing è un gioco di grandi numeri. Un aggressore che invia migliaia di messaggi fraudolenti può ottenere informazioni significative e somme di denaro, anche se solo una piccola percentuale di destinatari cade nella truffa.

Gli hacker si impegnano a fondo nella progettazione di messaggi per un attacco phishing imitando le email reali di un’organizzazione camuffata. Usando lo stesso fraseggio, gli stessi caratteri tipografici, gli stessi loghi e le stesse firme, i messaggi appaiono legittimi.

Inoltre, un’altra cosa a cui prestare attenzione, è che gli aggressori di solito cercano di spingere gli utenti all’azione creando un senso di urgenza. Per esempio, come mostrato in precedenza, un’email potrebbe minacciare la scadenza dell’account e mettere il destinatario in una condizione di urgenza. L’applicazione di tale pressione porta l’utente ad essere meno diligente e più incline all’errore.

Infine, i link all’interno dei messaggi assomigliano alle loro controparti legittime, ma in genere hanno un nome di dominio scritto male o sottodomini extra. Nell’esempio precedente, l’URL lamiauniverista.edu/rinnovo è stato cambiato in lamiauniversita.edurinnovo.com. Le somiglianze tra i due indirizzi offrono l’impressione di un collegamento sicuro, rendendo il destinatario meno consapevole che un attacco è in corso.

Cos’è lo spear phishing

Cos'e' il phishing - Spear phishing

Lo spear phishing prende di mira una specifica persona o impresa, al contrario degli utenti casuali. È una versione più approfondita del phishing che richiede una conoscenza speciale di un’organizzazione, compresa la sua struttura di potere.

Un attacco potrebbe svolgersi nel seguente modo:

– Un hacker ricerca i nomi dei dipendenti all’interno del dipartimento di marketing di un’organizzazione e ottiene l’accesso alle ultime fatture dei progetti.
Fingendosi il direttore del marketing, l’aggressore invia un’email a un project manager del dipartimento utilizzando un oggetto che dice: Fattura aggiornata per le campagne Q3. Il testo, lo stile e il logo incluso duplicano il modello di email standard dell’organizzazione.
– Un link nell’e-mail reindirizza a un documento interno protetto da password, che è in realtà una versione falsificata di una fattura rubata.
– Al direttore marketing viene richiesto di effettuare il login per visualizzare il documento. L’attaccante ruba le sue credenziali, ottenendo l’accesso completo alle aree sensibili all’interno della rete dell’organizzazione.

Fornendo all’attaccante credenziali di accesso valide, lo spear phishing è un metodo efficace per eseguire la prima fase di un attacco di tipo ransomware.

Cos’è il whale phishing

Il whale phishing, o whaling, è una forma di spear phishing che mira ai pesci molto grossi: CEO o altri obiettivi di alto valore. Molte di queste truffe prendono di mira i membri del consiglio di amministrazione di un’azienda, che sono considerati particolarmente vulnerabili. Infatti, essi hanno una grande autorità all’interno dell’azienda, ma poiché non sono dipendenti a tempo pieno, spesso usano indirizzi email personali per la corrispondenza relativa al business, che non ha le protezioni offerte dalle email aziendali.

Raccogliere abbastanza informazioni per ingannare un obiettivo di alto valore potrebbe richiedere tempo, ma può avere un ritorno sorprendentemente alto. Nel 2008, i criminali informatici hanno preso di mira i CEO aziendali con e-mail che sostenevano di avere allegati i mandati di comparizione dell’FBI. In realtà, hanno installato keylogger sui computer dei dirigenti. Il tasso di successo dei truffatori è stato del 10%, catturando quasi 2.000 vittime.

Come difendersi

La protezione contro un attacco phishing richiede l’adozione di misure sia da parte degli utenti che delle imprese.

Per gli utenti, la vigilanza è la chiave. Un messaggio contraffatto spesso contiene errori sottili che espongono la sua vera natura. Questi possono includere errori di ortografia o modifiche ai nomi di dominio, come visto nell’esempio dell’URL precedente. Gli utenti dovrebbero domandarsi quale sia il motivo per cui stanno ricevendo una certa e-mail.

Cos'e' il phishing - Difesa

Per le imprese, una serie di misure possono essere prese per mitigare sia il phishing che gli attacchi di spear phishing:

L’autenticazione a due fattori (2FA) è il metodo più efficace per contrastare gli attacchi di phishing, in quanto aggiunge un ulteriore livello di verifica quando si accede ad applicazioni sensibili. La 2FA si basa sul fatto che gli utenti abbiano due cose: qualcosa che conoscono, come una password e un nome utente, e qualcosa che hanno con sé, come il loro smartphone. Anche quando i dipendenti vengono compromessi, 2FA impedisce l’uso delle loro credenziali compromesse, poiché queste da sole non sono sufficienti per entrare.

Oltre all’uso di 2FA, le aziende dovrebbero applicare rigorose politiche di gestione delle password. Per esempio, ai dipendenti dovrebbe essere richiesto di cambiare frequentemente le loro password e di non essere autorizzati a riutilizzare una password per più applicazioni.

Infine, le campagne educative possono anche aiutare a diminuire la minaccia di attacchi di phishing facendo rispettare pratiche sicure, come non cliccare su link esterni alle email. A questo proposito vorrei ricordare il servizio di phishing etico di SOD, che ha proprio l’intento di testare l’azienda e organizzare formazioni mirate per mitigare i rischi.

Non è sufficiente sapere cos’è il phishing, è necessario anche saperlo riconoscere.

Link utili:

Phishing

Mitre Att&ck

Ransomware a doppia estorsione

Ransomware a doppia estorsione Cover

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Cercando di alzare la posta in gioco e guadagnare più soldi con il ransomware, i criminali informatici utilizzano sempre più spesso una tattica nota come ransomware a doppia estorsione. Non solo criptano i dati e chiedono un riscatto alla vittima per riottenere l’accesso. Minacciano anche di caricarli online se le loro condizioni non vengono soddisfatte.

Facciamo un passo indietro, il ransomware è uno dei tipi più comuni di minaccia informatica. Prende di mira un’azienda ogni 14 secondi ed è costato $11,5 miliardi solo nel 2019. In genere, gli hacker che effettuano questi attacchi violano un sistema per rubare i dati e cancellarli se la vittima non paga un riscatto.

Ransomware a doppia estorsione

Perché gli hacker prediligono i ransomware a doppia estorsione?

L’ascesa del ransomware a doppia estorsione dimostra che i criminali informatici espandono costantemente il loro arsenale. Paolo Passeri, direttore di cyber intelligence della ditta di software Netskope, dice che questi attacchi sono diventati popolari perché sono il modo più semplice per gli hacker di guadagnare.

Dice Passeri: “Con gli attacchi ransomware a doppia estorsione, anche se è disponibile un backup, gli aggressori possono mettere più pressione sulla vittima per pagare il riscatto. La maggiore pressione deriva dalle potenziali gravi conseguenze di una fuga di dati, per esempio danni economici e di reputazione. Gruppi come REvil sono ancora più creativi: non fanno semplicemente trapelare i dati, li monetizzano mettendoli all’asta sul dark web e mettendo ancora più pressione sulle loro vittime.”

Quando conducono un attacco ransomware a doppia estorsione, gli hacker cominciano a dedicare più tempo alla strategia generale. Passeri avverte che i truffatori non stanno più adottando un approccio opportunistico. Stanno, invece, selezionando attentamente il loro obiettivo e il metodo di attacco per aumentare il denaro che guadagnano dai riscatti. Spiega: “gli attori della minaccia selezionano le loro vittime, scegliendo organizzazioni i cui affari possono essere colpiti da una fuga di dati“.

Lo spear phishing è il mezzo principale per distribuire ransomware a doppia estorsione, ma i criminali informatici stanno anche sfruttando le vulnerabilità nei dispositivi on-premises come i concentratori VPN. “Negli ultimi mesi, quasi tutte le principali tecnologie VPN hanno subito gravi vulnerabilità che sono state sfruttate per attacchi simili”, dice Passeri.

“Questo è spiacevole, data la situazione attuale con telelavoro forzato dove queste tecnologie di accesso remoto giocano un ruolo cruciale nel garantire la continuità aziendale durante il Covid-19. Questi sistemi sono direttamente esposti a Internet, quindi gli attori della minaccia possono scansionarli e successivamente sfruttare qualsiasi vulnerabilità scoperta”.

Rischi del Doxing: la diffusione dei dati privati

Il ransomware a doppia estorsione fornisce ai criminali informatici maggiori opportunità, permettendo loro di estorcere due volte alle vittime. Possono chiedere un primo pagamento per decriptare i file e un secondo per non renderli pubblici.

Questa tecnica, conosciuta anche come doxing, è stata usata da un numero crescente di gruppi ransomware nell’ultimo anno. Le conseguenze del doxing sono più gravi per la vittima, quindi spesso si abbassano alle richieste. Questo significa più soldi nelle tasche dei criminali informatici per finanziare nuovi ceppi di ransomware e sostenere altre attività criminali.

I miglioramenti nel malware e gli incentivi finanziari per gli hacker hanno portato alla crescita degli attacchi ransomware a doppia estorsione. In passato il ransomware criptava i file e gli hacker rubavano i dati, ma era raro fare entrambe le cose.

Ora abbiamo bot che possono scansionare il web alla ricerca di dati non protetti, rubarli, criptarli o cancellarli e lasciare una nota di riscatto per il proprietario, il tutto in un unico attacco automatizzato. L’hacker può poi riscuotere un riscatto per i dati e vendere i dati ad altri criminali, facendo il doppio gioco con il minimo sforzo.

Ransomware a doppia estorsione Doxing

Una tattica aggressiva

Nell’ultimo anno c’è stato un afflusso di attacchi ransomware a doppia estorsione. Gli hacker hanno guadagnato trazione alla fine del 2019 quando dei gruppi di alto profilo come Maze hanno iniziato a sfruttare aggressivamente questa tattica.

In questi casi particolarmente aggressivi, l’hacker estraeva una copia dei dati prima di criptarli. In questo modo l’aggressore non solo impedisce alla vittima di accedere ai suoi dati, ma tiene anche una copia dei dati per sé.

Per rivendicare la responsabilità e fare pressione sulla vittima durante il processo di negoziazione, l’attaccante spesso rilasciava piccole porzioni di dati online. Se le trattative si bloccano o falliscono, l’aggressore pubblica tutti i dati sottratti o li vende a terzi. Questo crea una significativa violazione nei confronti della vittima.

Cosa fare

Per difendersi da questi attacchi, ci sono diversi passi che le aziende dovrebbero fare. Per esempio, mantenere i sistemi aggiornati per garantire che le vulnerabilità conosciute siano risolte. È anche imperativo che le organizzazioni abbiano un approccio di sicurezza a più livelli che includa l’uso di strumenti di prevenzione della perdita di dati. Un esempio è il servizio offerto da SOD Acronis Cyber Protect Cloud. Il sistema può fermare l’estrazione o la cifratura dei dati che dà inizio a questi attacchi di doppia estorsione.

Ma cosa possono fare le organizzazioni se non riescono a mitigare con successo uno di questi attacchi?

Le organizzazioni dovrebbero cercare di includere un’ultima linea di difesa che isoli e fermi immediatamente la crittografia illegittima. Questo mitiga il rischio quando la sicurezza tradizionale basata sulla prevenzione è stata compromessa o bypassata. Anche i processi di backup robusti, comprese le copie off-line (air-gap backup), dovrebbero essere presi in considerazione per rendere più difficile ai criminali criptare o disabilitare gli archivi di dati critici.

Conseguenze

Se un’organizzazione diventa vittima di un attacco ransomware a doppia estorsione, ci sono spesso conseguenze disastrose. I gruppi di criminali sono sempre più sfacciati, anche i nomi distopici come Maze, Netwalker e REvil, sono un indice di questa inclinazione. Il loro orgoglio li porta a mostrare i dati esfiltrati come trofei online e sponsorizzare persino concorsi clandestini di hacking per mostrare il loro malware. In una sorta di cyber show-off.

Per le vittime le conseguenze possono essere devastanti. Travelex, un servizio di cambio valuta, è andato in amministrazione controllata con la perdita di 1.300 posti di lavoro nel Regno Unito a seguito di un attacco ransomware. Durante il colpo, la cyber gang REvil ha chiesto all’azienda di pagare 6 milioni di dollari in 48 ore. L’azienda ha dovuto fare i conti con la minaccia di pubblicazione dei dati della carta di credito, dei numeri di assicurazione nazionale e delle date di nascita dei suoi clienti.

Chiaramente è fondamentale che le aziende facciano tutto il possibile per identificare e fermare questi attacchi prima che causino danni maggiori. Prevenire questi attacchi in modo proattivo è molto meglio che mitigarne gli effetti, con tutti i costi finanziari e i danni alla reputazione che comportano.

La maggior parte degli aggressori ottiene l’accesso attraverso un errore umano. Per questo, insieme a misure tecniche come la gestione interna dell’accesso ai dati e il back-up, l’addestramento del personale e la vigilanza sono elementi chiave nelle difese di un’organizzazione.

Le vittime hanno essenzialmente due scelte, entrambe costose: se si rifiutano di pagare, affrontano una catastrofica violazione di dati con esposizione a dolorose multe normative e richieste civili; se pagano il riscatto, non hanno comunque alcuna garanzia di restituzione dei dati.

Ransomware a doppia estorsione Conseguenze

Gestire i ransomware a doppia estorsione

Anche se essere colpiti da un ransomware può infliggere un duro colpo a qualsiasi azienda, le compagnie dovrebbero essere prudenti quando viene chiesto loro di pagare un riscatto. Farlo potrebbe comportare rischi ancora maggiori. Non c’è certezza che questi hacker non chiederanno altri soldi senza rilasciare comunque i dati.

È importante per le aziende mettere in sicurezza le loro reti e condurre test di simulazione per mitigare la minaccia del ransomware. Tali attacchi simulati aiuteranno ad evidenziare le vulnerabilità all’interno dell’organizzazione senza il rischio di affrontare seri problemi finanziari e di dover rispondere a domande molto difficili da parte dei clienti.

Implementare forti misure di resilienza è il modo migliore per prevenire il ransomware a doppia estorsione. Il ransomware è spesso un’infezione secondaria. Gli attori delle minacce cercano di sfruttare le vulnerabilità conosciute, in particolare in relazione ai protocolli di accesso remoto e alle applicazioni che sono fondamentali per lavorare da casa.

Critico per mitigare tutto ciò, è assicurarsi che le vulnerabilità vengano patchate in modo tempestivo e che i log dei dati di rete vengano monitorati per rilevare qualsiasi attività insolita o esfiltrazione di dati. C’è quindi una potenziale finestra di opportunità per rimediare a qualsiasi infezione primaria (che precede il ransomware) e quindi impedire che si sviluppi il processo per la richiesta di riscatto.

Educazione

Le organizzazioni devono educare il personale sui rischi del ransomware a doppia estorsione e su come viene eseguito. Anche gli utenti individuali possono essere di grande aiuto essendo consapevoli del potenziale degli allegati non sicuri. Dovrebbero, inoltre, essere prudenti nel cliccare qualsiasi link e-mail ricevuto in qualsiasi comunicazione, in particolare con la recente ricomparsa di Emotet, un malware noto.

Ci sono due strategie di difesa per affrontare il ransomware a doppia estorsione. Innanzi tutto, backup robusti, per assicurarsi di non avere le mani legate se gli hacker ottengono il controllo dei dati. Poi, la crittografia, per assicurarsi che se un aggressore minaccia di esporre i dati, anche questo sia protetto.

Questi approcci dovrebbero poi essere incorporati in una strategia più ampia: un attento monitoraggio della rete che potrebbe permettere di tagliare fuori gli aggressori, e la promozione dell’educazione informatica dei dipendenti a non cadere vittima di attacchi di phishing che spesso sono la causa principale di un incidente ransomware.

La minaccia del ransomware a doppia estorsione è innegabile, con i criminali informatici che prendono attentamente di mira e creano questi attacchi nel tentativo di aumentare le dimensioni dei riscatti.

Spesso le organizzazioni pensano di non avere altra scelta che pagare il riscatto per evitare la fuga di dati sensibili. Ma in realtà si tratta di un gioco di roulette russa e le informazioni rubate possono ancora farsi strada online. Quindi l’attenzione deve concentrarsi sulla prevenzione e sulla mitigazione del rischio.

Data Exfiltration cover
Tempo di lettura: 5 min

Una definizione comune di data exfiltration (esfiltrazione dei dati) è il furto, la rimozione o lo spostamento non autorizzato di qualsiasi dato da un dispositivo.  L’esfiltrazione dei dati implica tipicamente un cybercriminale che ruba dati da dispositivi personali o aziendali, come computer e telefoni cellulari, attraverso vari metodi di cyberattack.

L’incapacità di controllare la sicurezza delle informazioni può portare alla perdita di dati che può causare danni finanziari e di reputazione a un’organizzazione.

Come avviene un data exfiltration?

L’esfiltrazione dei dati avviene in due modi, attraverso attacchi da parte di estranei e attraverso minacce dall’interno. Entrambi sono rischi importanti, e le organizzazioni devono garantire che i loro dati siano protetti individuando e prevenendo l’esfiltrazione dei dati in ogni momento.

Un attacco dall’esterno dell’organizzazione si verifica quando un individuo si infiltra in una rete per rubare dati aziendali o credenziali degli utenti. Questo tipicamente è il risultato di un cyber-criminale che inserisce malware in un dispositivo connesso ad una rete aziendale.

Alcuni filoni di malware sono progettati per diffondersi nella rete di un’organizzazione e infiltrarsi in altri, cercando dati sensibili nel tentativo di estrazione. Altri tipi di malware rimangono dormienti su una rete per evitare di essere rilevati dai sistemi di sicurezza delle organizzazioni fino a quando i dati non vengono estratti in modo sovversivo o le informazioni non vengono gradualmente raccolte nel corso di un periodo di tempo.

Gli attacchi possono derivare da insider malintenzionati che rubano i dati della propria organizzazione e inviano documenti al proprio indirizzo email personale. Tipicamente i dati sono poi venduti a cyber criminali. Possono anche essere causati da un comportamento disattento dei dipendenti che vede i dati aziendali cadere nelle mani di cattivi attori.

Data Exfiltration Hacker with Phone

Tipi di Esfiltrazione Dati

La data exfiltration avviene in vari modi e attraverso molteplici metodi di attacco, per lo più su Internet o su una rete aziendale.

Le tecniche che i cyber criminali usano per estrarre i dati dalle reti e dai sistemi delle organizzazioni stanno diventando sempre più sofisticate. Queste includono: connessioni anonime ai server, attacchi ai Domain Name System (DNS), Hypertext Transfer Protocol (HTTP) tunneling, indirizzi IP (Direct Internet Protocol), attacchi fileless ed esecuzione remota del codice.

Vediamo nel dettaglio alcune tecniche di attacco per sapere di cosa stiamo parlando nello specifico.

1. Ingegneria sociale e attacchi di phishing

Gli attacchi di ingegneria sociale e gli attacchi di phishing sono dei popolari vettori di attacco alla rete. Vengono usati per ingannare le vittime a scaricare malware e a inserire le credenziali del loro account.

Gli attacchi di phishing consistono in email progettate per sembrare legittime e spesso sembrano provenire da mittenti fidati. Solitamente contengono un allegato che inietta malware nel dispositivo. Altre tipologie contengono un link a un sito web che sembra legittimo ma che viene falsificato per rubare le credenziali di accesso inserite. Alcuni aggressori lanciano anche attacchi mirati di phishing per rubare dati da un utente specifico. Spesso i target sono i dirigenti di una società o individui noti.

Per difendersi da questo tipo di attacchi, la cosa migliore è riconoscerli immediatamente e cestinare le email. In un’azienda è possibile aiutare il processo tramite un percorso di formazione ad hoc, basato su dati raccolti internamente all’azienda tramite un test controllato. SOD offre anche questo servizio, se fossi interessato, maggiori informazioni le troverai nella pagina del servizio stesso.

2. Email in uscita

I cyber criminali controllano la posta elettronica per recuperare qualsiasi dato in uscita dai sistemi di posta elettronica delle organizzazioni. I dati recuperati possono essere calendari, database, immagini e documenti di pianificazione. Questi forniscono informazioni sensibili di valore o informazioni utili per il recupero di dati di valore.

3. Download su dispositivi non sicuri

Questo metodo di esfiltrazione dei dati è una forma comune di minaccia accidentale da parte di insider. L’attore dell’attacco accede alle informazioni aziendali sensibili sul suo dispositivo di fiducia, quindi trasferisce i dati su un dispositivo insicuro. Il dispositivo insicuro potrebbe essere un drive esterno o uno smartphone non protetto da soluzioni o politiche di sicurezza aziendali, il che lo mette a rischio di esfiltrazione dei dati.

Anche gli smartphone sono suscettibili all’esfiltrazione dei dati. I dispositivi Android sono vulnerabili all’installazione di malware che prendono controllo del telefono per scaricare applicazioni senza il consenso dell’utente.

4. Upload su dispositivi esterni

Questo tipo di esfiltrazione di dati proviene tipicamente da malintenzionati. L’aggressore interno può estrarre i dati scaricando le informazioni da un dispositivo sicuro, per poi caricarle su un dispositivo esterno (non sicuro). Questo dispositivo esterno potrebbe essere un laptop, uno smartphone, un tablet o una chiavetta USB.

5. Errore umano e comportamenti non sicuri nella rete

Il cloud fornisce agli utenti e alle aziende una moltitudine di vantaggi, ma insieme ci sono significativi rischi di esfiltrazione dei dati. Per esempio, quando un utente autorizzato accede ai servizi cloud in modo insicuro, consente a un malintenzionato una via di accesso da cui può recuperare dati e portarli fuori dalla rete sicura. Anche l’errore umano gioca un ruolo nell’estrazione di dati, perché la protezione appropriata potrebbe non essere più in atto.

Come individuare un attacco data exfiltration

A seconda del tipo di metodo di attacco utilizzato, il rilevamento dell’esfiltrazione dei dati può essere un compito difficile. I cyber criminali che utilizzano tecniche più difficili da rilevare possono essere scambiati per il normale traffico di rete. Questo significa che possono rimanere in agguato nelle reti inosservati per mesi e persino anni. L‘esfiltrazione dei dati spesso viene scoperta solo quando il danno è stato già causato.

Per rilevare la presenza di utenti a rischio, le organizzazioni devono usare strumenti che scoprano automaticamente e in tempo reale il traffico dannoso o insolito.

Uno strumento con questa capacità è il SOC (offerto anche come servizio: SOCaaS) che implementa un sistema di monitoraggio delle intrusioni, così come un sistema automatico che verifica del comportamento degli utenti. Quando il SOC rileva una possibile minaccia, invia un avviso ai team IT e di sicurezza dell’organizzazione che possono intervenire e verificare la situazione.

Il SOC funziona cercando e rilevando le anomalie che si discostano dalla regolare attività di rete. Quindi emettono un avviso o un rapporto in modo che gli amministratori e i team di sicurezza possano esaminare il caso.

Oltre a rilevare le minacce automatiche, le organizzazioni possono anche costruire l’intera sequenza di un evento così come si è verificato, inclusa la mappatura su una kill chain conosciuta o su un framework di attacco.

Utilizzare un SOCaaS, per un’azienda che gestisce dati sensibili, è un vantaggio sotto molti punti di vista. Essendo offerto come servizio, l’azienda non dovrà investire nel mettere in piedi un reparto specializzato IT per il proprio SOC, non dovrà assumere personale aggiuntivo e potrà contare su sistemi di sicurezza sempre aggiornati con operatori qualificati e sempre disponibili.

Per maggiori informazioni, non esitare a contattarci.

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