Zero-Day Attack
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Uno Zero-Day attack (noto anche come 0-day) sfrutta una vulnerabilità software sconosciuta agli addetti alla sicurezza e al fornitore del software. Gli hacker possono sfruttare la debolezza, fintanto che non viene mitigata, tramite Zero-Day exploit o, appunto attack.

Il termine “zero-day” si riferiva originariamente al numero di giorni dal rilascio del software. Un software “zero-day”, quindi, indicava un programma ottenuto attraverso la forzatura del computer di uno sviluppatore prima del rilascio. Il termine è stato poi applicato alle vulnerabilità che questa pratica permette di sfruttare. Una volta che il venditore viene a conoscenza della vulnerabilità, solitamente crea delle patch o consiglia delle soluzioni per mitigarla.

Zero Day Attack Inizio Articolo

Vulnerabilita’ del software

I software hanno spesso delle vulnerabilità. Queste sono difetti involontari, o problemi nei codici che potrebbero ipoteticamente essere sfruttati. Per esempio, ci può essere un difetto che permette a un cyber-criminale di accedere a dati altrimenti sicuri. I programmatori sono spesso alla ricerca di queste vulnerabilità e quando le scoprono, le analizzano, producono una patch per risolverle, poi distribuiscono quella patch in una nuova versione del software.

Tuttavia, questo è un processo che richiede tempo. Quando il difetto diventa noto, gli hacker di tutto il mondo possono iniziare a cercare di sfruttarlo.

Zero-Day Attack

Se un hacker riesce a sfruttare la vulnerabilità prima che gli sviluppatori riescano a trovare una soluzione, questo exploit diventa quindi noto come attacco Zero-Day attack.

Le vulnerabilità zero-day possono assumere quasi ogni forma, perché possono manifestarsi come qualsiasi tipo di vulnerabilità nel software. Per esempio, possono assumere la forma di crittografia dei dati mancanti, SQL injection, buffer overflow, autorizzazioni mancanti, bug o problemi con la sicurezza delle password.

Questo rende queste vulnerabilità difficili da trovare prima che siano sfruttate in zero-day attack. Questo, per certi versi, è una buona notizia: significa anche che gli hacker avranno difficoltà a trovarle. Ma anche che è difficile difendersi da queste vulnerabilità in modo efficace.

Come proteggersi

Abbiamo visto come sia difficile proteggersi dalla possibilità di un zero-day attack, perché può assumere molte forme. Quasi ogni tipo di vulnerabilità di sicurezza potrebbe essere sfruttata come uno zero-day se una patch non viene prodotta in tempo. Inoltre, molti sviluppatori di software cercano intenzionalmente di non rivelare pubblicamente la vulnerabilità nella speranza di poter distribuire una patch prima che qualsiasi hacker scopra la vulnerabilità presente.

Ci sono alcune strategie che possono aiutarti a difendere il tuo business contro gli attacchi del giorno zero:

Resta informato sugli Zero-Day attack

Gli exploit zero-day non sono sempre pubblicizzati, ma occasionalmente si sente parlare di una vulnerabilità che potrebbe essere potenzialmente sfruttata. Se rimani sintonizzato sulle notizie e presti attenzione ai rilasci dei tuoi fornitori di software, potresti avere il tempo di mettere in atto misure di sicurezza o di rispondere a una minaccia prima che venga sfruttata. Un buon metodo per farlo è seguire le newsletter dei tuoi fornitori. In fondo a questa pagina trovi il form per iscriverti a quella di SOD.

Tieni aggiornati i tuoi sistemi

Gli sviluppatori lavorano costantemente per mantenere il loro software aggiornato e sicuro per prevenire la possibilità di exploit. Quando una vulnerabilità viene scoperta, è solo una questione di tempo prima che producano una patch. Tuttavia, spetta a te e al tuo team assicurarsi che le tue piattaforme software siano sempre aggiornate. L’approccio migliore in questo caso è quello di abilitare gli aggiornamenti automatici, in modo che il software venga aggiornato di routine, e senza la necessità di un intervento manuale.

Zero day attack update software

Impiegare misure di sicurezza aggiuntive

Assicurati di utilizzare soluzioni di sicurezza che ti proteggano da un zero-day attack. SOD, offre una soluzione che comprende un set di strumenti che permettono di alzare le difese in modo significativo. Il SOCaaS è un vero e proprio centro operativo di sicurezza per la tua azienda. Tramite strumenti all’avanguardia come SIEM e UEBA e grazie a un controllo granulare sulla rete monitorata, ogni tentativo di attacco viene individuato nel minor tempo possibile.

Ogni tipo di dati prodotto dai sistemi interconnessi nell’infrastruttura vengono raccolti, normalizzati e analizzati alla ricerca di anomalie. Ciò significa che non solo si verifica l’eventuale presenza di indicatori di compromissione noti (IOC), ma si monitorano anche operazioni e comportamenti sospetti degli utenti della struttura. In questo modo è possibile individuare anche tentativi di attacco normalmente molto difficili da individuare, come quelli che riguardano gli Zero-Day Attack, ma non solo. Infatti, tramite il servizio SOCaaS, è possibile individuare account compromessi, la violazione di dati protetti, attacchi lateral movement, phishing, etc.

La sicurezza del sistema IT di un’azienda è un argomento molto importante a cui noi teniamo molto. La compromissione o perdita di dati sensibili può costare parecchio sia da un punto di vista economico che di reputazione. Non trascurare questo aspetto importante per la sicurezza della tua impresa, contattaci per parlarci della tua situazione, saremo lieti di mostrarti come possiamo aiutarti.

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MSSP
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Il mondo IT continua ad evolversi e lo stesso vale per gli acronimi di settore. Uno di questi e’ il termine MSSP che, in un certo senso, e’ l’evoluzione di MSP. Le due sigle significano: Managed Service Provider (MSP) e Managed Security Service Provider (MSSP). Quest’ultimo, in generale, potrebbe essere considerato come un’organizzazione che fornisce servizi di sicurezza in outsourcing ad altre organizzazioni. Questa definizione e’ molto vaga e alquanto ovvia. Ma allora, cos’e’ un MSSP?

Definizione: cos’e’ un MSSP?

MSSP

Un MSSP offre Security-as-a-Service, garantendo alle organizzazioni, agli utenti finali e ai sistemi la sicurezza, la protezione e il rispetto dei requisiti di conformita’ necessari. In realta’ gli MSSP sono in circolazione da un pezzo, ma recentemente hanno acquisito maggiore attenzione e focalizzazione man mano che il panorama della cybersecurity continua ad evolversi rapidamente. Gli utenti finali sono piu’ consapevoli delle minacce e delle conseguenze che devono affrontare se non sono proattivi. 

MSP

Facciamo un passo indietro, esaminiamo cos’e’ un MSP, per meglio distinguerlo da una MSSP. In termini semplici, un fornitore di servizi gestiti (MSP) e’ un’organizzazione incaricata da un cliente di eseguire vari servizi informatici. Gli MSP tipicamente collaborano con i loro clienti per periodi annuali o pluriennali, ricevendo un reddito ricorrente per servizi continuativi.

Un MSP puo’ aiutare un cliente in qualsiasi fase del suo ciclo IT, incluso:

– la creazione di politiche e programmi
– scoprire potenziali soluzioni
– implementazione di soluzioni
– monitoraggio delle prestazioni

Gli MSP possono anche gestire servizi IT in corso, ad esempio aggiornando i sistemi e apportando modifiche alla configurazione per adattarsi alle esigenze aziendali. Questi elementi della linea di servizi possono includere il supporto help desk, la gestione e il monitoraggio della rete e delle applicazioni, la riparazione dell’hardware e altro ancora. Questi servizi sono generalmente delineati e concordati in uno SLA (Service Level Agreement).

MSSP

Cos’e’ che distingue gli MSSP dagli MSP? La “S” in piu’ in MSSP indica che questi sono piu’ focalizzati sulla sicurezza rispetto a un tipico MSP. Mentre gli MSP offrono spesso altri servizi IT e qualcosa legato alla sicurezza, gli MSSP si concentrano esclusivamente sulla sicurezza. Tuttavia, anche in questo caso, potrebbero comprendere un insieme abbastanza ampio di servizi oltre alla sicurezza.

Ad esempio, l’offerta tecnologica degli MSSP puo’ comprendere l’implementazione, la configurazione e/o la gestione delle seguenti tecnologie:

– Sistemi di prevenzione delle intrusioni (IPS)
– Filtraggio dei contenuti web
– Anti-virus, anti-spam, firewall
– VPN
– Scansione delle vulnerabilita’
– Gestione delle patch
– Prevenzione della perdita di dati
– Informazioni sulle minacce

In aggiunta, i servizi MSSP possono includere:

Valutazione dei rischi e analisi delle lacune
– Sviluppo di politiche e gestione del rischio
– Ricerca della soluzione
– Ricerca e requisizione di soluzioni e strumenti
– Implementazione della soluzione
Gestione dei sistemi di sicurezza
– Gestione della configurazione
– Aggiornamenti di sicurezza
– Reporting, revisione e conformita’
– Formazione e istruzione

Un MSSP puo’ offrire una gamma ampia e generalizzata di capacita’ e servizi di sicurezza, oppure puo’ specializzarsi in una o poche aree di interesse. Un’altra cosa che differenzia tra MSP e MSSP sono i NOC e i SOC.

Gli MSP stabiliscono spesso la propria rete operativa di rete (NOC) dalla quale monitorano e amministrano le operazioni dei clienti, gli MSSP invece stabiliscono un centro operativo di sicurezza (SOC), che e’ responsabile della protezione dell’infrastruttura (reti, applicazioni, database, server, ecc.).

Perche’ scegliere un MSSP?

Ora che sappiamo cos’e’ un MSSP, dobbiamo capire perche’ bisognerebbe scegliere un servizio del genere. 

La ragione e’ da cercare nella digitalizzazione del business, che e’ il piu’ grande motore di crescita aziendale degli ultimi anni. Man mano che le aziende diventano sempre piu’ interconnesse attraverso la tecnologia, le opportunita’ crescono, ma con loro anche le minacce alla sicurezza. In questo caso, dirigenti e consigli di amministrazione stanno cercando di trasformare le loro aziende in centri di potere dell’era digitale e stanno esaminando piu’ da vicino la loro posizione in materia di sicurezza.

Ma e’ qui che le cose diventano concrete: le soluzioni sono complicate, e costruire il proprio reparto di sicurezza informatica 24 ore su 24, 7 giorni su 7, richiede tempo, denaro e persone. D’altra parte, una singola violazione dei dati puo’ danneggiare gravemente il valore della vostra azienda e costare una perdita economica non indifferente.

Per questo l’esternalizzazione dell’intera soluzione di sicurezza informatica della vostra azienda a un Managed Security Service Provider (MSSP) e’ una decisione sempre piu’ diffusa. Questo modello di cybersecurity come servizio e’ popolare tra le aziende, indipendentemente dalle dimensioni. Questo perche’ la difesa informatica sta diventando cosi’ complessa e richiede cosi’ tanto tempo che le aziende non hanno altra scelta se non quella di esternalizzare i servizi di sicurezza per seguire le best practices.

Noi di SOD forniamo esattamente questo tipo di servizi per la sicurezza, attraverso varie modalita’. Oltre ai servizi tipici di un MSP, come VPS, Super Cloud, etc., siamo in grado di coprire ogni esigenza per la sicurezza aziendale tramite il nostro SOCaaS che implementa varie soluzioni tra cui UEBA, SIEM, Vulnerability Assessment & Penetration Test, Active Protection, Log Management, Servizio di Monitoraggio IT, Servizi Gestisti, GDPR e Privacy.

Se sei interessato a sapere come SOD puo’ aiutare la tua azienda nel migliorare la cybersecurity applicata, puoi metterti in contatto con noi, saremo lieti di rispondere alle domande e proporre una soluzione adatta alla situazione.

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Long-term Search Cover
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Il ransomware viene comunemente portato a segno con una e-mail che inganna gli utenti a fidarsi di un file dannoso. Molte delle piu’ recenti violazioni dei dati sono state portate a termine perché un utente e’ stato vittima di un attacco di questo tipo nel periodo precedente. Minacce come il ransomware, che si concentrano sulla compromissione dell’utente, fanno si’ che sempre piu’ aziende adottino l’analisi comportamentale degli utenti e delle entita’ (UEBA) nel loro centro operativo di sicurezza (SOC). Le nuove funzioni del servizio SOC, tra cui la long-term search, sono orientate all’offerta sempre maggiore di strumenti aggiuntivi per la gestione ottimale della sicurezza aziendale.

Noi continuiamo nell’innovazione della nostra piattaforma per aumentare la potenza del SOC nel combattere ransomware e altre minacce. Nella nostra piu’ recente versione, abbiamo aggiunto un numero ancora maggiore di funzionalita’ di rilevamento basate sull’apprendimento automatico e context-aware che consentono agli analisti della sicurezza di affrontare le aggressioni piu’ sofisticate. Inoltre, gli ultimi aggiornamenti portano una sempre maggiore facilita’ d’uso per gli architetti della sicurezza.

Long-term search - novità SOCaaS

Long-term search per l’analista della sicurezza

Il servizio introduce una serie di innovazioni per ridurre i tempi di rilevamento e di risposta degli analisti della sicurezza e dei cercatori di minacce.

Miglioramento del rilevamento di minacce sofisticate

– La long-term search aiuta gli analisti a scoprire le minacce nascoste fornendo una capacita’ di ricerca sui dati archiviati. La ricerca e’ scalabile e non influisce sulle prestazioni del SIEM.
– Analytics Sandbox aiuta ad abbattere i falsi positivi fornendo un ambiente di QA in linea per testare e convalidare i casi d’uso.
– Le catene di minacce Persona-based rilevano le minacce avanzate in modo piu’ accurato, comprendendo la relazione dinamica tra utenti, host, indirizzi IP e indirizzi e-mail. Gli analisti traggono vantaggio da una piu’ ampia visibilita’ sulla progressione di un attacco. Questa funzione combina le attivita’ sospette di un singolo utente in un unico avviso con priorita’, invece di avvisi separati e non correlati.
– Relative Rarity offre agli analisti un contesto piu’ ampio su quanto sia raro un evento rispetto a tutti gli altri eventi nel loro ambiente.
– La visualizzazione degli avvisi di sicurezza utilizzando il MITRE ATT&CK Threat Framework aiuta gli analisti a dare priorita’ al rischio e a ridurre i tempi di risposta.

Riduzione dei tempi di risposta

– Il miglioramento della gestione dei casi consente una migliore gestione, condivisione e investigazione degli allarmi, consentendo agli operatori di rispondere piu’ rapidamente.
– Le nuove integrazioni EDR migliorano la risposta agli incidenti fornendo ulteriori dati sugli endpoint da CarbonBlack Defense, Tanium, Symantec DLP e altri.
– Le migliori visualizzazioni delle ricerche migliorano l’esperienza dell’analista riducendo i tempi di rilevamento e di risposta. Aiutano gli analisti a identificare facilmente gli account compromessi, l’esfiltrazione dei dati e gli hotspot associati.

Perche’ la long-term search e’ cosi’ importante

Con un tempo di permanenza globale di circa 60 giorni in media, la caccia alle minacce continua ad essere una parte importante nella resilienza della sicurezza informatica. Tuttavia, la ricerca attraverso lo storico dei dati richiede solitamente molto tempo.

Molti fornitori non sono in grado di scalare dinamicamente una ricerca veloce attraverso i dati archiviati senza notevole sforzo. Le ultime funzionalita’ del nostro SOCaaS forniscono questa possibilita’ ai cacciatori di minacce con la long-term search su scala quasi illimitata. Con la ricerca a lungo termine, le organizzazioni possono ridurre il tempo necessario per indagare e trovare le minacce che sono gia’ nel loro ambiente.

Gli analisti hanno bisogno di interrogare continuamente i dati per capire se ci sono nuove minacce. Ad esempio, un analista potrebbe apprendere, da una fonte attendibile, che il loro settore e’ stato preso di mira. A questo punto c’e’ bisogno di indagare su un nuovo indicatore di compromesso che e’ stato appena scoperto per verificare se un aggressore e’ gia’ all’interno.

Attraverso la long-term search, il SIEM nativo del SOCaaS di SOD consente ai cacciatori di minacce di essere proattivi, rendendo la ricerca sui dati storici veloce e conveniente.

Conclusioni

Tramite l’introduzione di nuove tecnologie nel nostro servizio SOC, stiamo offrendo sempre piu’ sicurezza per i nostri clienti.

Ci prendiamo cura dei vostri dati verificando non solo che non siano al sicuro ora, ma anche che non abbiano subito violazioni in passato. Nel caso dovessimo avere il sospetto di una nuova minaccia, sappiamo come individuarla.

Nel caso avessi domande, contattaci, saremo lieti di rispondere a ogni tuo dubbio.

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shadow IT
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La pratica dello shadow IT e’ l’utilizzo di sistemi informatici, dispositivi, software, applicazioni e servizi senza l’approvazione esplicita del reparto IT. Negli ultimi anni e’ cresciuto in modo esponenziale con l’adozione di applicazioni e servizi basati sul cloud.

Se da un lato lo shadow IT potrebbe migliorare la produttivita’ dei dipendenti e guidare l’innovazione, dall’altro puo’ anche introdurre gravi rischi per la sicurezza dell’organizzazione a causa di data breach, potenziali violazioni della conformita’ e altro ancora.

Perche’ gli utenti praticano shadow IT

Uno dei motivi principali per cui i dipendenti applicano lo shadow IT e’ semplicemente quello di lavorare in modo piu’ efficiente. Uno studio RSA del 2012 ha riportato che il 35% dei dipendenti ritiene di dover aggirare le politiche di sicurezza della propria azienda solo per riuscire a svolgere il proprio lavoro a dovere. Ad esempio, un dipendente potrebbe scoprire un’applicazione di condivisione dei file migliore di quella ufficialmente consentita. Una volta che inizia a utilizzarla, l’uso potrebbe diffondersi ad altri membri del suo reparto.

La rapida crescita delle applicazioni consumer basate sul cloud ha anche aumentato l’adozione di pratiche shadow IT. Sono ormai lontani i tempi dei software confezionati; applicazioni comuni come Slack e Dropbox sono disponibili con un semplice clic, e i dati aziendali vengono facilmente copiati oltre le applicazioni di lavoro anche ai dispositivi personali dei dipendenti, come smartphone o laptop, soprattutto in condizioni di lavoro di tipo BYOD (Bring Your Own Device).

Shadow IT: rischi e sfide per la sicurezza

Il punto e’ che se il reparto IT non e’ a conoscenza dell’uso di un’applicazione, non puo’ supportare o garantire che sia sicura. L’azienda analista di settore Gartner prevedeva, nel 2018, che entro il 2020, un terzo degli attacchi di successo che le aziende sperimentano si concentrano sulle loro risorse soggette a shadow IT.

Anche se e’ chiaro che la pratica non scomparira’, le organizzazioni possono minimizzare i rischi educando gli utenti finali e prendendo misure preventive per monitorare e gestire le applicazioni non autorizzate.

Non tutto lo shadow IT e’ intrinsecamente pericoloso, ma alcune funzionalita’ come la condivisione dei file e l’archiviazione e la collaborazione (ad esempio, Google Docs) possono provocare fughe di dati sensibili. Questo rischio va oltre le sole applicazioni: lo studio RSA riferisce anche che il 63% dei dipendenti invia documenti di lavoro alla propria email personale per lavorare da casa, esponendo i dati a reti che non possono essere monitorate.

In tempi come quello che stiamo vivendo, in cui il telelavoro e’ incentivato e, in alcuni casi, l’unica soluzione possibile, e’ indispensabile avere un’occhio di riguardo per le applicazioni in uso nei computer dei dipendenti.

Vantaggi di Shadow IT

Nonostante i rischi, lo shadow IT ha i suoi vantaggi. Ottenere l’approvazione dell’IT puo’ richiedere tempo che i dipendenti non possono permettersi di perdere. Per molti dipendenti l’approvazione e’ un collo di bottiglia per la produttivita’, soprattutto quando possono ottenere la soluzione in pochi minuti.

Avere l’IT che si comporta come un “Grande Fratello” orwelliano non sempre favorisce la produttivita’. Discernere i casi di shadow IT positivo puo’ essere il miglior compromesso. Trovare una via di mezzo puo’ consentire agli utenti finali di ricercare soluzioni che funzionano meglio per loro. In questo modo si da tempo all’IT di controllare i dati e le autorizzazioni degli utenti per le applicazioni. Se gli utenti finali non hanno bisogno di richiedere nuove soluzioni, si da tempo al reparto IT di concentrarsi su attivita’ piu’ critiche.

Difesa proattiva

Qualunque sia il motivo per cui lo shadow IT avviene, se il reparto IT non ne e’ a conoscenza, il rischio di breach e’ elevato. Quello che i reparti addetti alla cyber security aziendale dovrebbero fare, e’ mettere in campo sistemi automatizzati di controllo del traffico e del comportamento.

La soluzione offerta da un SOC as a Service e’ la piu’ completa sotto questo aspetto. Consente di tenere sotto controllo tutti i dispositivi del sistema e monitorare anche i comportamenti degli utenti.

Grazie ai sistemi Nextgen SIEM e UEBA, infatti, la raccolta dei dati di utilizzo e’ facile e gestibile in tempo reale. I dati raccolti sono arricchiti e aggregati per dare agli analisti la visione piu’ completa possibile e permettere l’intervento rapido. Il sistema UEBA, intanto, verifica che non ci siano comportamenti anomali da parte degli utenti o traffico sospetto di dati in uscita.

Lo shadow IT, per quanto non sia solitamente un attacco malizioso, e’ una pratica che dovrebbe essere scoraggiata e, in quanto rischiosa, bloccata sul nascere.

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UEBA
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I classici strumenti e sistemi di difesa contro gli le minacce informatiche stanno rapidamente diventando obsoleti e ci sono diversi modi per superarli. Cio’ che rimane comune con sicurezza tra i cyber criminali che tentano un attacco e’ l’intento dell’attacco stesso. Infatti, sapendo che esistono sistemi in grado di rilevare gli indicatori di compromesso (IOC), e’ naturale che gli hacker competenti cercheranno di non lasciare tracce riconducibili agli standard. L’analisi del comportamento degli utenti e delle entita’ (UEBA) offre un modo piu’ completo per assicurarsi che l’azienda disponga di una sicurezza IT di prim’ordine. Al tempo stesso, aiuta a rilevare gli utenti e le entita’ che potrebbero compromettere l’intero sistema.

Una definizione di User Entity Behaviour Analytics

L’analisi del comportamento degli utenti e delle entita’, o UEBA (User Entity Behaviour Analytics), e’ un tipo di processo di sicurezza informatica che prende atto del comportamento standard degli utenti. A loro volta, il sistema rileva ogni comportamento anomalo o i casi in cui ci sono deviazioni dagli schemi “normali” citati prima. Ad esempio, se un particolare utente scarica regolarmente 10 MB di file ogni giorno, e improvvisamente ne scarica 1 GB, il sistema sarebbe in grado di rilevare questa anomalia e di avvertire immediatamente gli operatori. Il comportamento potrebbe essere legittimo, ma vale la pena controllare.

Il sistema UEBA utilizza l’apprendimento automatico, gli algoritmi e le analisi statistiche per sapere quando c’e’ una deviazione dai modelli stabiliti. Successivamente, mostra quale di queste anomalie potrebbe risultare in una potenziale e reale minaccia. Inoltre, UEBA puo’ aggregare i dati dei report e dei log, cosi’ come analizzare le informazioni su file, flusso e pacchetti.

Con un UEBA si tracciano tutti gli utenti e le entita’ del sistema. In questo modo il sistema si concentra sulle minacce interne, come dipendenti disonesti, quelli compromessi e le persone che hanno accesso al sistema e quindi effettuano attacchi mirati e tentativi di frode, cosi’ come i server, le applicazioni e i dispositivi che lavorano all’interno del sistema.

Vantaggi

E’ la spiacevole verita’ che gli strumenti di sicurezza informatica di oggi stanno rapidamente diventando obsoleti. Ormai gli hacker e i cyber criminali piu’ abili sono in grado di aggirare le difese perimetrali utilizzate dalla maggior parte delle aziende. Qualche anno fa si era sicuri se si disponeva di gateway web, firewall e strumenti di prevenzione delle intrusioni. Questo non e’ piu’ il caso nel complesso panorama delle minacce, ed e’ particolarmente vero per le grandi aziende che hanno dimostrato di avere perimetri IT molto porosi che sono anche molto difficili da gestire e supervisionare.

Il punto fondamentale? Le misure preventive non sono piu’ sufficienti. I firewall non saranno infallibili al 100% e gli aggressori entreranno nel sistema in un punto o nell’altro. Ecco perche’ il rilevamento e’ altrettanto importante: quando gli hacker entrano con successo nel sistema, allora bisogna essere in grado di rilevare rapidamente la loro presenza per ridurre al minimo i danni.

Come funziona?

La premessa del sistema e’ in realta’ molto semplice. Si puo’ facilmente rubare il nome utente e la password di un dipendente, ma e’ molto piu’ difficile imitare il comportamento normale della persona una volta dentro la rete.
Per esempio, diciamo che si riesca a rubare la password e il nome utente di Mario Rossi. E’ quasi impossibile comunque agire esattamente come Mario Rossi una volta dentro al sistema, a meno che non venga fatta anche un’ampia ricerca e preparazione in questa direzione. Pertanto, quando il nome utente di Mario e’ collegato al sistema e il suo comportamento e’ diverso da quello tipico, e’ il momento in cui iniziano a suonare gli allarmi UEBA.

Un’altra analogia correlabile sarebbe il furto di una carta di credito. Un ladro puo’ rubare il portafoglio e andare in un negozio di articoli di lusso e iniziare a spendere migliaia di euro. Ma, se il modello di spesa su quella carta e’ diverso da quello del ladro, il reparto di rilevamento delle frodi riconoscera’ le spese anomale e blocchera’ gli acquisti sospetti, inviandovi un avviso o chiedendo di verificare l’autenticita’ di una transazione.

Cosa puo’ fare UEBA?

UEBA e’ una componente molto importante della sicurezza informatica moderna e permette di:

1. Rilevare le minacce interne: Non e’ troppo azzardato immaginare che un dipendente, o forse un gruppo di dipendenti, possa disobbedire, rubare dati e informazioni utilizzando il proprio accesso. UEBA puo’ aiutarvi a rilevare violazioni dei dati, sabotaggi, abusi di privilegi e violazioni di policy da parte del personale.

2. Rilevare gli account compromessi: A volte, gli account utente vengono compromessi. Puo’ essere che l’utente abbia involontariamente installato malware sulla sua macchina, o che a volte un account legittimo sia stato falsificato. UEBA puo’ aiutare ad eliminare gli utenti compromessi prima che possano fare danni.

3. Rilevare gli attacchi di forza bruta: Gli hacker a volte prendono di mira le entita’ basate sul cloud cosi’ come i sistemi di autenticazione di terze parti. Con UEBA, si e’ in grado di rilevare i tentativi di attacco brute force, permettendo di bloccare l’accesso a queste entita’.

4. Rilevare le modifiche dei permessi e la creazione di super utenti: Alcuni attacchi prevedono l’uso di super users. UEBA consente di rilevare quando i super utenti vengono creati, o se ci sono account a cui sono stati concessi permessi non necessari.

5. Rilevare la violazione di dati protetti: Se si dispone di dati protetti, non e’ sufficiente tenerli al sicuro. Bisogna sapere quando un utente accede a questi dati se non ha alcun motivo commerciale legittimo per farlo.

UEBA e SIEM

Security Information and Event Management, o SIEM, e’ l’utilizzo di un complesso insieme di strumenti e tecnologie che fornisce una visione completa della sicurezza del vostro sistema IT. Si avvale di dati e informazioni sugli eventi, consentendo di vedere modelli e tendenze normali e di avvertire in caso di anomalie. UEBA funziona allo stesso modo, solo che utilizza le informazioni sul comportamento dell’utente (e dell’entita’) per verificare cio’ che e’ normale e cio’ che non lo e’.

Il SIEM, tuttavia, e’ basato su regole, e gli hacker competenti possono facilmente aggirare o eludere queste regole. Inoltre, le regole del SIEM sono progettate per rilevare immediatamente le minacce che si verificano in tempo reale, mentre gli attacchi piu’ avanzati sono solitamente effettuati nell’arco di mesi o anni. L’UEBA, invece, non si basa su regole. Utilizza invece tecniche di risk scoring e algoritmi avanzati che gli consentono di rilevare le anomalie nel tempo.

Una delle migliori pratiche per la sicurezza informatica e’ quella di utilizzare sia SIEM che UEBA per avere migliori capacita’ di sicurezza e di rilevamento.

Come andrebbe usato un UEBA

L’UEBA e’ nato dalla necessita’ di individuare il comportamento dannoso degli utenti e di altre entita’. Gli strumenti e i processi UEBA non sono destinati a sostituire i sistemi di monitoraggio precedenti, ma dovrebbero invece essere utilizzati per integrarli e migliorare la sicurezza generale di un’azienda. Un’altra grande pratica e’ quella di sfruttare le capacita’ di memorizzazione e di calcolo dei grandi dati, utilizzando l’apprendimento automatico e l’analisi statistica per evitare di ricevere una valanga di allarmi inutili e di essere sopraffatti dal grande volume di dati generati.

Ed e’ esattamente quello che accade nel SOCaaS offerto da SOD, in cui il SOAR e’ garantito anche dalla collaborazione di questi sistemi.

UEBA utilizza l’apprendimento automatico e gli algoritmi per rafforzare la sicurezza monitorando gli utenti e altre entita’, rilevando anomalie nei modelli di comportamento che potrebbero essere indicative di una minaccia. Adottando un approccio proattivo alla sicurezza e acquisendo una maggiore visibilita’ sul comportamento degli utenti e delle entita’, le imprese di oggi sono in grado di costruire sistemi di sicurezza piu’ forti e di mitigare piu’ efficacemente le minacce e prevenire le violazioni.

Link utili:

SOC as a Service

Cos’e’ un Network Lateral Movement e come difendersi

Log Management

MITRE Att&ck: una panoramica

Il SOCaaS è utile per la tua azienda?

SOAR: cos’e’ e come puo’ essere utile per le aziende

Sicurezza: pentest e verifica delle vulnerabilita’

SIEM in informatica: la storia

 

SOAR
Tempo di lettura: 5 min

La tecnologia SOAR (Security Orchestration, Automation and Response) aiuta a coordinare, eseguire e automatizzare le attivita’ tra persone e strumenti, consentendo alle aziende di rispondere rapidamente agli attacchi alla sicurezza informatica. Lo scopo e’ quello di migliorare la loro posizione complessiva in materia di sicurezza. Gli strumenti SOAR utilizzano playbook (strategie e procedure) per automatizzare e coordinare i flussi di lavoro che possono includere strumenti di sicurezza e mansioni manuali.

In che modo SOAR aiuta nel campo della sicurezza?

1. Combinando in un’unica soluzione l’orchestrazione della sicurezza, l’automazione intelligente, la gestione degli incidenti e le indagini interattive.
2. Facilitando la collaborazione dei team e consentendo agli analisti della sicurezza di intraprendere azioni automatiche sugli strumenti in tutto il loro stack di sicurezza.
3. Fornendo ai team un’unica console centralizzata per gestire e coordinare tutti gli aspetti della sicurezza della loro azienda.
4. Ottimizzando la gestione dei casi, incrementando l’efficienza con l’apertura e la chiusura dei ticket per investigare e risolvere gli incidenti.

Perche’ le aziende necessitano di un SOAR?

Le compagnie moderne devono affrontare regolarmente molte sfide e ostacoli, quando di tratta di lotta contro i cyber threat.

Una prima sfida e’ rappresentata da un volume sempre crescente di minacce complesse per la sicurezza. Inoltre, gli strumenti di sicurezza coinvolti molto spesso faticano a parlare tra loro, il che e’ di per se’ un ostacolo fastidioso.

Un cosi’ grande numero di dati e software, non puo’ che significare un numero elevato di allarmi di sicurezza. Infatti, sono troppi i dati di intelligence sulle minacce per consentire ai team di classificare manualmente, assegnare priorita’, indagare e indirizzare le minacce. Inoltre, il lavoro degli addetti alla sicurezza comporta competenze molto specifiche e con l’aumentare della richiesta e’ sempre piu’ complicato trovare un numero sufficiente di addetti alla sicurezza per svolgere il lavoro.

Implementazione del sistema

SOAR aiuta le aziende ad affrontare e superare queste sfide consentendo loro di:

Unificare i sistemi di sicurezza esistenti e centralizzare la raccolta dei dati per ottenere piena visibilita’.
Automatizzare le attivita’ manuali ripetitive e gestire tutti gli aspetti del ciclo di vita degli incidenti.
Definire l’analisi degli incidenti e le procedure di risposta, oltre a sfruttare i playbook di sicurezza per dare priorita’, standardizzare e scalare i processi di risposta in modo coerente, trasparente e documentato.
Identificare e assegnare in modo rapido e preciso i livelli di gravita’ degli incidenti agli allarmi di sicurezza e supportare la riduzione degli allarmi.
Identificare e gestire meglio le potenziali vulnerabilita’ in modo proattivo e reattivo.
Indirizzare ogni incidente di sicurezza all’analista piu’ adatto a rispondere, fornendo al contempo funzioni che supportino una facile collaborazione e il monitoraggio tra i team e i loro membri.

Applicazioni pratiche

Qui di seguito ho voluto elencare qualche esempio pratico di come un SOAR entra in azione in determinate situazioni.

Gestione degli allarmi

Arricchimento e risposta del phishing: attivazione di un playbook. Automazione ed esecuzione di attivita’ ripetibili come il triage e il coinvolgimento degli utenti interessati. Applicare un’estrazione e il controllo degli indicatori per l’identificazione di falsi positivi, in seguito richiedere l’attivazione del SOC per una risposta standardizzata su scala.

Infezione da malware degli endpoint: estrazione dei dati di alimentazione delle minacce dagli strumenti degli endpoint e arricchimento di tali dati. Riferimenti incrociati tra i file recuperati e gli hash con una soluzione SIEM, notifica agli analisti, pulizia degli endpoint e aggiornamento del database degli strumenti.

Login utente non riuscito: dopo un numero predefinito di tentativi di login utente non riusciti, valutando se un login non riuscito e’ autentico o dannoso, un SOAR puo’ attivarsi in vari modi. Innanzi tutto mettendo in pratica un playbook, coinvolgendo gli utenti e in seguito analizzando le loro risposte, poi anche le password in scadenza e infine chiudendo il processo.

Caccia alle minacce

Indicatori di compromesso (IOC): prendere ed estrarre gli indicatori dai file, rintracciare gli indicatori attraverso gli strumenti di intelligence e aggiornare i database.

Analisi del malware: verifica di dati da fonti multiple, estrazione ed eliminazione dei file dannosi. Successivamente viene generato un rapporto e controllata la presenza di malizia.

Risposta agli incidenti cloud: questo avviene attraverso l’utilizzo di dati provenienti da strumenti di rilevamento delle minacce e di registrazione degli eventi focalizzati sul cloud. I dati vengono poi unificati tra le infrastrutture di sicurezza cloud e on-premises, messi in correlazione grazie a un SIEM. Gli indicatori sono poi estratti e arricchiti, per poi controllare la presenza di malizia. Un ultimo passaggio di controllo umano agli analisti che fanno una loro revisione delle informazioni aggiornano il database e chiudono il caso.

I benefici di un SOAR

In sostanza un SOAR implementa metodi di lavoro e protocolli di azione nel sistema di lotta alle minacce informatiche di un azienda. In questo modo migliora notevolmente l’efficienza operativa e accelera il rilevamento degli incidenti cosi’ come i tempi di risposta, che vengono, di fatto, standardizzati.

Un SOAR aumenta la produttivita’ degli analisti e consente loro di concentrarsi sul miglioramento della sicurezza invece che sull’esecuzione di attivita’ manuali.

Sfruttando e coordinando gli investimenti tecnologici di sicurezza esistenti in un’azienda e’ possibile davvero fare la differenza.

Link utili:

SOC as a Service

Cos’e’ un Network Lateral Movement e come difendersi

Log Management

MITRE Att&ck: una panoramica

Il SOCaaS è utile per la tua azienda?

SOAR: cos’e’ e come puo’ essere utile per le aziende

Sicurezza: pentest e verifica delle vulnerabilita’

 

Next Generation SIEM
Tempo di lettura: 7 min

Il SIEM esiste gia’ da un bel po’ di tempo, ma non e’ ancora ben compreso. Inoltre, il fatto che la tecnologia si sia evoluta in modo significativo negli ultimi anni non aiuta a fare chiarezza. Oggi vediamo a che punto siamo, cercando di capire il Next Generation SIEM e i sistemi gestiti offerti come servizi che si avvalgono dell’uso di SIEM di ultima generazione (SOCaaS, per esempio). Vediamo cosa significa tutto questo per le aziende. 

Essendo una parte fondamentale del SOCaaS offerto da SOD, mi sembra opportuno spiegare nel dettaglio cosa sia un Next Generation SIEM e quali le sue funzioni.

Breve storia del SIEM

Prima di esaminare che cos’e’ un Next Generation SIEM, e’ giusto ripercorrere brevemente la storia di questa tecnologia e del suo inizio.

Il termine Security Information and Event Management (SIEM) viene coniato nel 2005 da Mark Nicolett e Amrit T. Williams di Gartner. La parola e’ la fusione di Security Event Management (SEM) e di Security Information Management (SIM).

La sua definizione originale data dai creatori del termine e’: una tecnologia che supporta il rilevamento delle minacce e la risposta agli incidenti di sicurezza, attraverso la raccolta in tempo reale e l’analisi storica degli eventi da un’ampia varieta’ di fonti di dati contestuali.

Il SIEM e’ nato dalla necessita’ di affrontare l’enorme numero di allarmi emessi dai sistemi di prevenzione delle intrusioni (IPS) e dai sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS) che stavano travolgendo i reparti IT. Aiutando le organizzazioni ad aggregare gli eventi e ad analizzare meglio quelli all’interno della rete, SIEM ha aiutato le organizzazioni a migliorare il rilevamento delle minacce. Ha inoltre portato le organizzazioni ad adottare un approccio piu’ proattivo alla sicurezza. Le tecnologie di sicurezza preventive non sono piu’ sufficienti da sole.

Le difficolta’ dei SIEM nei primi anni

Desiderose di migliorare la loro situazione di sicurezza informatica, molte organizzazioni a livello aziendale hanno adottato rapidamente la tecnologia SIEM. Nel corso degli anni, tuttavia, sono emersi problemi ereditati dal passato:

1. I set di dati erano poco flessibili, quindi alcuni SIEM non erano in grado di elaborare i dati richiesti, il che significava che la loro efficacia era limitata
2. Erano difficili da mantenere e da gestire, il che aggiungeva complessita’ e prosciugava le risorse di personale
3. I SIEM producevano un elevato numero di falsi positivi, creando ancora piu’ lavoro per i team di sicurezza
4. Con l’avanzare della tecnologia, i SIEM hanno faticato a stare al passo con l’evoluzione delle minacce e quindi il rischio informatico per le aziende e’ cresciuto

Arriva il Next Generation SIEM 

Molte minacce avanzate sono ora polimorfiche piuttosto che statiche. Sono in grado, cioe’, di modificare costantemente il loro comportamento per eludere il rilevamento. In quanto tali, i sistemi Next Generation SIEM devono, non solo elaborare un maggior numero di dati, ma anche diventare molto piu’ capaci nel riconoscere nuovi modelli al loro interno.

Date le difficolta’ e i limiti dei sistemi SIEM ereditati, molti pensavano che sarebbero scomparsi con il tempo. Ma questo non e’ accaduto, il SIEM rimane ancora una tecnologia chiave utilizzata dalle aziende. La tecnologia ha dovuto pero’ evolversi.

Mentre un tempo il SIEM si basava solo su una manciata di fonti di dati, la “Next Generation” dei sistemi SIEM e’ stata sviluppata per elaborare un volume e una varieta’ di dati maggiori, oltre a correlarli in modo tempestivo.

Gartner ha riferito che il mercato SIEM e’ in continua crescita. Una delle ragioni di questa crescita e’ che i sistemi Next Gen SIEM sono ora utilizzati da organizzazioni di medie dimensioni, non solo dalle grandi imprese.

Next Generation SIEM on the Cloud

Next Generation SIEM si avvale dell’uso del cloud per la raccolta dei dati

Quali sono le capacita’ del Next Gen SIEM?

I Next Gen SIEM, talvolta denominati SIEM di tipo analitico o SIEM 3.0, hanno portato nuove capacita’ alle organizzazioni e ai loro team di sicurezza. 

Permettono una piu’ rapida integrazione in un’infrastruttura aziendale attraverso un’architettura aperta per coprire le risorse cloud, on-premise e BYOD
Includono strumenti di visualizzazione in tempo reale per comprendere le attivita’ piu’ importanti e ad alto rischio
Utilizzano l’analisi degli scenari e del comportamento per “fotografare” scenari ben compresi ed evidenziare cambiamenti significativi nel comportamento
Integrano e utilizzano le informazioni sulle minacce (Threat Intelligence) provenienti da fonti personalizzate, open source e commerciali
Forniscono un quadro flessibile che consente l’implementazione di un flusso di lavoro su misura per i principali casi d’uso organizzativi
Misurano lo stato rispetto ai quadri normativi (ad esempio PCI DSS) per la prioritizzazione e la gestione del rischio

Security Orchestration, Automation and Response

Security Orchestration, Automation and Response (SOAR) e’ un’area di sicurezza in crescita che i fornitori di Next Gen SIEM stanno sfruttando per contribuire e mettere a frutto le piu’ recenti funzionalita’. Nella sua essenza, SOAR ha due aspetti fondamentali:

1. Permette di portare piu’ dati in un Next Gen SIEM per l’analisi

SOAR sta aiutando la tecnologia SIEM a diventare piu’ intelligente e orientata ai Big Data, consentendo cosi’ ai team di sicurezza di prendere decisioni piu’ rapide e meglio informate. Un’intelligence piu’ ampia significa un’identificazione piu’ affidabile delle minacce e meno falsi positivi.

2. Aiuta ad automatizzare la risposta agli incidenti

Un altro modo importante in cui SOAR sta influenzando l’evoluzione dei SIEM Next Gen e’ quello di contribuire a standardizzare l’analisi degli incidenti e le procedure di risposta. L’obiettivo e’ quello di automatizzare parzialmente o completamente le attivita’ di risposta, al fine di ridurre i potenziali danni e i disagi che le violazioni possono causare. Tali attivita’ di risposta potrebbero includere il blocco degli account utente compromessi e il blocco degli indirizzi IP su un firewall.

Automatizzando le azioni di routine, SOAR aiuta i team di sicurezza a diventare piu’ efficienti e libera loro tempo per concentrarsi sulla caccia alle minacce e sulla gestione delle patch.

Analisi del comportamento degli utenti (UEBA)

Un’altra importante caratteristica dei Next Generation SIEM e’ l’uso della User and Entity Behaviour Analytics (UEBA). L’UEBA non tiene traccia degli eventi di sicurezza ne’ monitora i dispositivi, ma si concentra invece sul monitoraggio e sull’analisi del comportamento degli utenti di un’organizzazione.

UEBA puo’ essere estremamente utile per aiutare le organizzazioni ad identificare gli account compromessi, cosi’ come le minacce da parte di insider. Funziona utilizzando tecniche avanzate di machine learning e di profilazione comportamentale per identificare attivita’ anomale come compromissioni di account e abuso di privilegi. Non utilizzando un monitoraggio basato su regole, l’UEBA e’ piu’ efficace nel rilevare le anomalie nel tempo.

Le sfide per un SIEM moderno

Nonostante gli indiscutibili progressi nel rilevamento di complesse minacce informatiche, i SIEM Next Gen possono ancora, se non vengono impiegati e mantenuti correttamente, generare un gran numero di allarmi. Per le organizzazioni che non dispongono di risorse IT e di personale di sicurezza dedicato, la ricerca di questi allarmi per distinguere i veri problemi di sicurezza della rete dai falsi positivi puo’ essere estremamente complessa e richiedere molto tempo.

Anche quando vengono identificate minacce reali, sapere come rispondere ad esse puo’ essere altrettanto impegnativo.

Ottenere il massimo dal SIEM, per aiutare ad affrontare le crescenti sfide di sicurezza, dipendera’ anche da personale meglio addestrato che possa utilizzare i sistemi in modo piu’ efficace e convalidare gli allarmi. Per le organizzazioni che non dispongono di conoscenze o capacita’ interne, ha quindi senso lavorare con un fornitore esterno in grado di coprire o aumentare le capacita’ di sicurezza.

Un servizio completo di SOCaaS, comprendente Next Generation SIEM e UEBA per la caccia alle minacce, e’ la scelta ideale. Non solo si risparmia in termini di tempo per la convalida e controllo degli allarmi, ma anche in termini economici, non dovendo affrontare spese di installazione e formazione del personale.

Se fossi interessato a saperne di piu’, non esitare a contattarci, risponderemo alle tue domande.

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Log Management

MITRE Att&ck: una panoramica

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SIEM software: cos’e’ e come funziona

SIEM in informatica: la storia

 

SIEM informatica
Tempo di lettura: 6 min

Una soluzione SIEM in informatica e’ uno dei componenti essenziali di un SOC (Security Operation Center). Il suo compito e’ quello di raccogliere informazioni e analizzarle alla ricerca di anomalie e possibili breach nel sistema. Ma non e’ sempre stato cosi’ semplice il processo di difesa. Quello che oggi chiamiamo SIEM, Security Information and Event Management, e’ l’unione di due differenti tipi di tool di cyber security. 

SIM e SEM: le origini

Prima dell’arrivo di una soluzione completa SIEM in informatica, la sicurezza era fortemente incentrata sulla protezione del perimetro e non teneva adeguatamente controllata la rete interna. Le prime soluzioni sviluppate negli anni ’90 erano basilari e sostanzialmente si occupavano di  gestione delle informazioni di sicurezza (SIM) oppure di gestione degli eventi di sicurezza (SEM). Erano soluzioni disponibili come strumenti che dovevano essere implementati in loco nel data center da proteggere. Questo limitava la scalabilita’, perché l’aggiunta di capacita’ richiedeva l’acquisto di ulteriore strumentazione.

Queste prime soluzioni erano anche costruite su database proprietari che obbligavano i clienti alla tecnologia di un unico fornitore. Se si voleva spostare i dati su un altro sistema, il processo era lungo e complicato. Da notare inoltre che l’archiviazione era piu’ costosa, quindi venivano raccolti solo i dati piu’ preziosi. Inoltre, sebbene le soluzioni SIM e SEM contenevano tutti i dati necessari alla difesa, la ricerca e l’allarme erano rudimentali. Inoltre, dipendevano da analisti della sicurezza esperti per ricercare, capire e interpretare cio’ che trovavano nei dati.

Le origini SIEM in informatica

Man mano che i dati diventavano piu’ sensibili e la tecnologia piu’ potente, i sistemi SIEM (SIM+SEM) diventavano capaci di ingerire, elaborare e memorizzare moltissimi dati. Le soluzioni SIEM in informatica di generazione successiva sono in grado di utilizzare gli avvisi signature-based per individuare le minacce nei dati raccolti. Tuttavia, in questo modo si possono individuare solo gli avvisi che abbiano individuato degli indicatori di compromesso (IOC) di una certa minaccia.

Per intenderci, se il tipo di attacco a cui viene sottoposto un sistema non e’ stato catalogato in una serie di IOC, un SIEM di prima generazione non e’ in grado di rilevarlo. Il principale svantaggio di quei sistemi era proprio la capacita’ molto limitata nello scoprire cyber threat sconosciuti.

Per fare un esempio pratico: era possibile usare una regola di questo tipo: “dare un avviso se un utente inserisce 10 password sbagliate consecutive”. In teoria questo potrebbe essere usato per rilevare attacchi con password di forza bruta. Ma cosa succederebbe se l’aggressore provasse solo 9 password di fila? O se l’allarme venisse dato per un utente molto smemorato?

Next Gen SIEM

Un SIEM di nuova generazione e’ costruito su una grande piattaforma di dati che fornisce una scalabilita’ illimitata ed e’ ospitato nel cloud. Un next gen SIEM include la gestione dei log, il rilevamento avanzato delle minacce basato sull’analisi del comportamento e la risposta automatica agli incidenti, il tutto su un’unica piattaforma. 

Questo elimina i problemi a cui erano proni i vecchi sistemi on-premises. Non dovendo installare alcunché e potendo mandare i dati necessari nel cloud abbastanza semplicemente, la potenza di calcolo della macchina locale non e’ compromessa e il SIEM puo’ gestire tutti i dati tranquillamente.

Come procede un SIEM in analisi informatica delle minacce

1. Raccolta dati: una soluzione SIEM in informatica raccoglie dati da tutta l’organizzazione utilizzando agenti installati su vari dispositivi, tra cui endpoint, server, apparecchiature di rete e altre soluzioni di sicurezza. Il SIEM di nuova generazione include il supporto per applicazioni e infrastrutture cloud, applicazioni aziendali, dati di identita’ e feed di dati non tecnici.

2. Arricchimento dei dati: L’arricchimento aggiunge ulteriore contesto agli eventi. Il SIEM arricchira’ i dati con identita’, risorse, geolocalizzazione e informazioni sulle minacce. 

3. Stoccaggio dei dati: I dati saranno poi memorizzati in una banca dati in modo da poterli ricercare durante le indagini. Il SIEM di nuova generazione sfrutta architetture open source e big data architectures, sfruttandone la scalabilita’.

4. Correlazione e analisi: Le soluzioni SIEM utilizzano diverse tecniche per trarre conclusioni utilizzabili dai dati del SIEM. Queste tecniche variano notevolmente.

5. Report: Un SIEM, in particolare un SIEM di nuova generazione, da’ la possibilita’ di cercare rapidamente i dati, permettendo di scavare negli avvisi e di cercare gli attori della minaccia e gli indicatori di compromesso. I dati visualizzati possono essere salvati o esportati. E’ inoltre possibile utilizzare report out-of-the-box o creare report ad hoc a seconda delle esigenze.

Per cosa e’ utilizzato un SIEM

Threat hunting e investigazione

La capacita’ di eseguire threat hunting su un SIEM e’ fondamentale per comprendere i veri modelli di attacchi basati sull’accesso, sull’attivita’ e sulle violazioni dei dati. Sviluppando una visione dettagliata e contestuale degli attacchi, gli analisti della sicurezza possono sviluppare piu’ facilmente politiche, contromisure e processi di risposta agli incidenti per contribuire a mitigare e rimuovere la minaccia.

Risposta in caso di incidente

Una risposta efficace agli incidenti e’ fondamentale per intervenire piu’ rapidamente e ridurre i tempi di permanenza della minaccia. Per questo, un SIEM fornisce un playbook per la risposta agli incidenti con azioni automatizzate configurabili. Un SIEM e’ in grado di integrarsi con soluzioni di terze parti per l’orchestrazione della sicurezza (SOAR) o la gestione dei singoli casi.

Difesa contro le minacce interne

Il motivo per cui le minacce interne sono un problema cosi’ grande perché non si tratta di entrare nel perimetro, ma di sfruttare posizioni interne. Possono essere i vostri dipendenti, appaltatori o soci in affari. Potrebbero essere loro stessi a voler sfruttare la loro posizione, oppure il loro account potrebbe essere stato violato.

Con ogni tipo di minaccia interna, l’aggressore cerca di rimanere nascosto, raccogliendo dati sensibili da sfruttare. Questo potrebbe  causare notevoli danni alla compagnia, alla sua posizione nel settore e al suo rapporto con i consumatori o gli investitori. Con l’utilizzo di un SIEM, si evita questo rischio.

Individuazione di cyber threat

E’ probabile che la tua organizzazione disponga di almeno un archivio di dati sensibili. I cyber criminali prosperano sul saccheggio di questi dati per ottenere guadagni finanziari. Molte violazioni iniziano con una semplice e-mail phishing contro un obiettivo di un’organizzazione. Il semplice clic su un allegato puo’ lasciare codice dannoso dietro di sé. Un SIEM vi permettera’ di monitorare modelli avanzati di minacce informatiche come il phishing, il beaconing e il lateral movement.

Standard di conformita’

Per molti settori industriali, l’adesione agli standard di conformita’ e’ fondamentale. Un SIEM puo’ essere d’aiuto fornendo report incentrati sulle richieste per la conformita’ dei dati. I pacchetti integrati che coprono tutti i principali mandati, inclusi PCI DSS, SOX e ISO 27001, sono una caratteristica standard anche dei SIEM.

Next Generation SIEM

Un SIEM di nuova generazione non e’ solo un sistema ospitato nel cloud. Si avvale anche dell’implementazione di IA e Machine Learning per aumentare la difesa del sistema IT.

Lo vedremo in un prossimo articolo, ma e’ giusto specificare che il SOCaaS offerto da SOD si avvale della tecnologia di ultima generazione offerta da sistemi Next Gen. SIEM. Contattaci per saperne di piu’ a riguardo e parlare con esperti che possono fugare ogni tuo dubbio.

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SIEM software: cos’e’ e come funziona

Network Lateral Movement
Tempo di lettura: 5 min

Durante un attacco informatico, gli hacker hanno un unico obiettivo in mente. Questo obiettivo potrebbe essere l’accesso alla macchina di uno sviluppatore e il furto del codice sorgente di un progetto, l’analisi delle e-mail di un particolare dirigente o l’estrazione di dati dei clienti da un server. Tutto cio’ che devono fare e’ entrare nella macchina o sistema che contiene i dati desiderati, giusto? Non proprio. In realta’, e’ un po’ piu’ complicato di cosi’. Per raggiungere il loro obiettivo, e’ probabile che gli hacker si introducano in un server web di basso livello, in un account di posta elettronica o un dispositivo per dipendenti, per fare qualche esempio. Da quel nodo, si muoveranno lateralmente (da cui il nome network lateral movement) per raggiungere il loro obiettivo.

In effetti, quando gli aggressori compromettono una risorsa in una rete, quel dispositivo non e’ quasi mai la loro destinazione finale. La compromissione iniziale, inoltre, raramente causa gravi danni e potrebbe passare inosservata. Solo se le squadre di sicurezza sono in grado di rilevare un lateral movement prima che gli aggressori raggiungano l’obiettivo previsto, e’ possibile prevenire la violazione dei dati.

In questo articolo esamineremo alcuni dei tipi piu’ comuni di network lateral movement e identificheremo i modi in cui possiamo rilevare l’attacco e difenderci.

Capire il network lateral movement

Il lateral movement avviene quando un aggressore si impossessa di una risorsa all’interno di una rete e poi estende la sua portata da quel dispositivo ad altri all’interno della stessa rete. Vediamolo con uno schema per aiutarci a capire meglio.

Il perimetro dell’infrastruttura da penetrare e’ rappresentato con una linea orizzontale. La meta’ superiore rappresenta cio’ che e’ al di fuori della rete, mentre cio’ che si trova al di sotto della linea rappresenta cio’ che e’ all’interno. Affinche’ un aggressore possa entrare nella rete, deve muoversi verticalmente, cioe’ dall’esterno verso l’interno (chiamato anche traffico Nord-Sud). Ma una volta che si e’ stabilito un punto d’appoggio, e’ possibile muoversi lateralmente o orizzontalmente, cioe’ all’interno della stessa rete (chiamato traffico Est-Ovest) per raggiungere l’obiettivo finale dell’attacco.

Lateral Movement - Schema

Possibile percorso di un lateral movement. La freccia indica i nodi della rete che vengono coinvolti nell’attacco.

Gli approcci al Lateral Movement

Nel complesso, ci sono due comuni metodi con cui un hacker applica il lateral movement.

Primo approccio: l’aggressore effettua una scansione interna per scoprire quali altre macchine si trovano all’interno della rete. In particolare, scansiona le porte aperte che sono in ascolto e le macchine che soffrono di vulnerabilita’. A quel punto, l’aggressore puo’ abusare di queste debolezze per spostarsi lateralmente verso un’altra risorsa.

Il secondo approccio al lateral movement sfrutta credenziali rubate, ed e’ il piu’ comune dei due. In questo tipo di attacco, l’hacker potrebbe utilizzare una tecnica di phishing via e-mail per infettare una macchina che si interfaccia con un particolare server. Dopo potra’ utilizzare il suo accesso per recuperare le password tramite un keylogger o altri strumenti simili. A questo punto, puo’ utilizzare qualsiasi credenziale sia stato in grado di ottenere per impersonare l’utente vittima del phishing e accedere a un’altra macchina. Una volta stabilito l’accesso su quel computer, si puo’ ripetere la tattica cercando ulteriori credenziali e/o privilegi da sfruttare. In questo modo, il malintenzionato puo’ farsi strada e creare connessioni remote al dispositivo target.

In entrambi i casi e’ complicato individuare l’attacco, perche’ non si presenta tramite malfunzionamenti di software o applicazioni.

Come difendersi

Un lateral movement si manifesta spesso tramite un’attivita’ di rete anomala. E’ sospettoso, ad esempio, che una macchina, che dialoga normalmente con poche altre, inizi a scansionare l’intera rete. Lo stesso vale se quella macchina tenta di connettersi a porte aperte, di interagire con servizi e credenziali con cui normalmente non ha contatti, o di utilizzare un nome utente che non e’ mai stato utilizzato prima.

La lista dei campanelli d’allarme va avanti all’infinito. La cosa fondamentale da capire e’ che un lateral movement implica macchine che fanno qualcosa fuori dalla loro routine, senza un’adeguata autorizzazione da parte dell’IT.

Questo e’ cio’ che da’ alle organizzazioni la possibilita’ di rilevare questo tipo di attacchi. Implementare una monitorizzazione dei log file e’ un primo passo per la difesa. Idealmente, i dati dovrebbero essere costantemente analizzati per individuare anomalie e possibili brecce.

Problematiche nella difesa

Queste difese non sono infallibili. I team di sicurezza che si affidano semplicemente ai log file limitano la portata della loro posizione difensiva, ad esempio, a causa di log file raccolti solo da particolari applicazioni. Si potrebbe decidere di monitorare un certo servizio per i furti di credenziali, ma gli aggressori potrebbero non sfruttare quel particolare servizio per effettuare un lateral movement. Cio’ significa che tutte le azioni dannose che non utilizzano i servizi monitorati non verranno rilevate tempestivamente.

Oltre a questo, gli hacker conoscono i tipi di protocolli che il personale di sicurezza tende a monitorare, rendendo il loro compito ulteriormente complesso. Gli attaccanti possono usare questa conoscenza per modellare le loro campagne di attacco in modo da avere maggiori possibilita’ di passare inosservati. E’ uno dei motivi per cui e’ stato creato il database MITRE ATT&CK, per raccogliere tecniche conosciute e alzare le difese.

Il vantaggio di un SOCaaS

Non e’ sufficiente che le organizzazioni cerchino il lateral movement utilizzando i log file o uno strumento EDR. E’ necessario rivolgere l’attenzione alla rete nel suo complesso. In questo modo e’ possibile vedere tutto il traffico di rete, stabilire una baseline della normale attivita’ di rete per ogni utente e dispositivo e in seguito monitorare le azioni insolite che potrebbero essere indicative di attacchi. E’ conosciuto come anomaly detection, ed e’ piu’ completo e spesso piu’ facile rispetto all’esame di ogni log file alla ricerca di eventi fuori dalla norma.

Il problema del anomaly detection e’ che molte di queste irregolarita’ sono benigne, e si perde quindi molto tempo ad analizzarle. Cio’ che serve per separare il lateral movement dannoso dalle anomalie di rete benigne e’ la comprensione dell’aspetto del comportamento dannoso

E’ qui che entra in gioco un sistema completo che utilizza sia strumenti di analisi comportamentale che tecnici professionisti della sicurezza.

Il SOCaaS offerto da SOD comprende un Security Data Lake (SDL) per la raccolta dei dati e vari strumenti per l’analisi degli stessi. Uno di questi e’ lo UEBA, particolarmente indicato per la rilevazione di minacce sociali, in quanto analizza tramite IA i comportamenti degli utenti usando le loro azioni come fonte dei dati.

Con questi e altri strumenti che compongono il SOC, e’ possibile attivamente ridurre il rischio di attacchi ai propri dati aziendali. Se sei interessato a saperne di piu’ del SOCaaS di SOD, ti invito a visitare la pagina dedicata o a contattarci direttamente.

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SOCaaS

 

Mitre Att&ck cover
Tempo di lettura: 6 min

Mitre Att&ck e’ una knowledge base globale di tattiche e tecniche avversarie basate su osservazioni reali degli attacchi cibernetici. Queste sono visualizzate in matrici organizzate per tattiche di attacco, dall’accesso iniziale al sistema al furto di dati, fino al controllo della macchina. Esistono matrici per le comuni piattaforme desktop (Linux, macOS e Windows) e per quelle mobili.

Cos’e’ e cosa significa MITRE ATT&CK ™?

ATT&CK sta per “adversarial tactics, techniques, and common knowledge” e cioe’: tattiche, tecniche avversarie e conoscenze comuni. Cerchiamo di andare piu’ a fondo.

Tattiche e tecniche sono un modo moderno di pensare gli attacchi cibernetici. Piuttosto che guardare ai risultati di un attacco, cioe’ a un indicatore di compromissione (IoC), gli analisti della sicurezza dovrebbero guardare alle tattiche e alle tecniche che indicano che un attacco e’ in corso. Le tattiche rappresentano l’obiettivo che si vuole raggiungere, mentre le tecniche rappresentano il modo in cui un avversario conta di raggiungerlo.

La common knowledge o conoscenza comune e’ l’uso documentato di tattiche e tecniche utilizzate dagli avversari. Essenzialmente, la common knowledge e’ la documentazione delle procedure usate da chi sferra gli attacchi. Chi ha familiarita’ con la sicurezza informatica, potrebbe avere familiarita’ con il termine “tattiche, tecniche e procedure” o TTP. Questo stesso concetto e’ stato usato da ATT&CK ™, con la sostituzione del termine procedure con common knowledge.

Chi e’ MITRE e qual e’ l’obiettivo di ATT&CK ™?

MITRE e’ un’organizzazione di ricerca finanziata dal governo USA con sede a Bedford, MA, e McLean, VA. La societa’ e’ stata scorporata dal MIT nel 1958 ed e’ stata coinvolta in una serie di progetti commerciali e top secret per diverse agenzie. Questi includevano lo sviluppo del sistema di controllo del traffico aereo della FAA e del sistema radar AWACS. Il MITRE ha una sostanziale pratica di sicurezza informatica finanziata dal National Institute of Standards and Technology (NIST).

Una curiosita’: la parola Mitre non significa nulla. A quanto pare uno dei primi membri, James McCormack, voleva un nome che non significasse nulla ma che fosse evocativo. Alcuni pensano erroneamente che significhi Massachusetts Institute of Technology Research and Engineering.

L’obiettivo di ATT&CK e’ quello di creare un elenco completo delle tattiche e delle tecniche avversarie conosciute utilizzate durante un attacco cibernetico. Aperto alle organizzazioni governative, educative e commerciali, dovrebbe essere in grado di raccogliere un’ampia, e si spera esaustiva, gamma di fasi e sequenze di attacco. MITRE ATT&CK ha lo scopo di creare una tassonomia standard per rendere piu’ specifiche le comunicazioni tra le organizzazioni.

Come si usa la matrice ATT&CK ™?

La matrice organizza visivamente tutte le tattiche e le tecniche conosciute in un formato di facile comprensione. Le tattiche di attacco sono mostrate in alto e le singole tecniche sono elencate in basso in ogni colonna. Una sequenza di attacco comporterebbe almeno una tecnica per tattica, e una sequenza di attacco completa sarebbe costruita spostandosi da sinistra (Accesso iniziale) a destra (Comando e controllo). E’ possibile utilizzare piu’ tecniche per una sola tattica. Per esempio, un attaccante potrebbe provare sia uno Spearphishing Attachment che uno Spearphishing Link come tattiche di accesso iniziale.

Ecco un esempio di matrice:

Mitre Atta&ck matrice

In questa matrice sono presenti tutte le fasi di una sequenza di attacco. E’ organizzata in modo che le tattiche siano ordinate da destra a sinistra secondo la sequenza di attacco. Sotto ogni tattica le tecniche corrispondenti, alcune delle quali contengono delle sotto-tecniche. Le due tecniche citate prima, sono in effetti sotto-tecniche del phishing che fa parte del primo passaggio nella sequenza (prima colonna a sinistra).

Esempio

Non e’ necessario che un attaccante usi tutte e undici le tattiche nella parte superiore della matrice. Piuttosto, l’attaccante utilizzera’ il numero minimo di tattiche per raggiungere il suo obiettivo, in quanto e’ piu’ efficiente e fornisce meno possibilita’ di scoperta. In questo attacco (illustrato nello schema qui sotto), l’avversario esegue l’accesso iniziale alle credenziali dell’assistente amministrativo del CEO utilizzando uno Spearphishing link consegnato in una e-mail. Una volta in possesso delle credenziali dell’amministratore, l’aggressore cerca un Remote System Discovery della fase Discovery.

Fasi di un attacco

Esempio: le tattiche e le tecniche usate nella fasi di un attacco

Supponiamo che stiano cercando dati sensibili in una cartella Dropbox alla quale anche l’amministratore ha accesso, quindi non c’e’ bisogno di aumentare i privilegi. La raccolta, che e’ l’ultima fase, viene eseguita scaricando i file da Dropbox alla macchina dell’aggressore.

Si noti che se si utilizza l’analisi del comportamento, un analista della sicurezza potrebbe rilevare l’attacco in corso identificando il comportamento anomalo dell’utente.

Ed e’ proprio quello che un SOC dovrebbe fare, ecco, grossomodo, come potrebbe essere mitigato l’attacco: supponiamo che l’amministratore abbia cliccato un link che nessuno dell’azienda ha mai cliccato prima, poi l’amministratore e’ entrato in una particolare cartella di Dropbox in un momento insolito. Durante la fase finale dell’attacco, il computer dell’aggressore e’ entrato per la prima volta nella cartella Dropbox. Con l’analisi comportamentale, queste attivita’ verrebbero segnalate come comportamento sospetto dell’utente.

Consultare ATT&CK

Per consultare questa risorsa e’ sufficiente visitare il suo sito e ci si trovera’ davanti alla matrice di cui ho pubblicato uno screenshot poco fa. Supponiamo di voler consultare la tecnica Spearphishing Link. Cliccando su di essa, verra’ aperta la pagina corrispondente che contiene informazioni approfondite a riguardo, come una descrizione della tecnica, quali sotto-tecniche esistono, degli esempi di procedura che la includono e i suggerimenti per la mitigazione del rischio. 

In sostanza sono disponibili tutte le informazioni necessarie per conoscere e difendersi in modo appropriato da ogni tecnica.

Tecnica Spearphishing Link Scheda Mitre Att&ck

La parte iniziale della scheda della tecnica Spearphishing Link.

Conclusioni

I vantaggi di una risorsa come MITRE ATT&CK sono davvero notevoli. I team di sicurezza informatica hanno a disposizione un alleato prezioso, a cui possono aggiungere degli strumenti dedicati alla sua consultazione.

Se e’ quasi certo che gli aggressori si stanno adattando man mano che i difensori mettono in opera nuove competenze, e’ anche vero che ATT&CK fornisce un modo per descrivere le nuove tecniche che essi sviluppano. 

Link utili:

Sicurezza: pentest e verifica delle vulnerabilita’

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SOCaaS – Security Operation Center as a Service

SOCaaS - Post Cover
Tempo di lettura: 6 min

Nell’articolo di oggi, spiegheremo cos’e’ un Security Operations Center (SOC) e aiuteremo a determinare se una soluzione SOC-as-a-Service (SOCaaS) sia adatta alla vostra azienda. Solo perché dovete gestire la sicurezza informatica, non significa che la vostra azienda si debba occupare di sicurezza informatica. Di fatto il vostro core business potrebbe essere praticamente qualsiasi altra cosa.

Una gestione corretta della sicurezza informatica, pero’, e’ indispensabile per consentire alla vostra azienda di crescere e di ottenere le certificazioni al trattamento dei dati richieste per legge. Avere le giuste competenze in materia di sicurezza informatica disponibili al momento giusto e’ fondamentale per il vostro successo, ma non avete idea di quando sara’ quel momento.

Scegliere la tecnologia, le persone e i processi giusti per costruire una moderna sezione operativa di sicurezza e’ una delle sfide piu’ grandi per i responsabili della sicurezza informatica.

Cos’e’ un SOCaaS e cosa puo’ fare per te

Prima di capire quali siano le sfide per la gestione, e’ bene capire cosa sia un SOC. Esso svolge le seguenti funzioni:

Pianifica, configura e mantiene l’infrastruttura di sicurezza.

Con un SOC e’ possibile configurare lo stack tecnologico (endpoint, applicazioni SaaS, infrastruttura cloud, rete, etc.) per identificare l’attivita’ rilevante ed eliminare i dati non necessari. Monitorare le fonti di dati per garantire che l’ecosistema sia sempre connesso.

Rilevare e rispondere

Inoltre, e’ possibile monitorare l’attivita’ di allarme in arrivo. Indagare sugli allarmi per determinare se si tratta di un vero problema di sicurezza o di un falso allarme. Se qualcosa e’ una reale minaccia alla sicurezza, si puo’ valutare l’ampiezza della situazione ed eseguire azioni di risposta.

Caccia alle minacce

SOCaaS - Hacker

Si puo’ esaminare l’attivita’ di un certo evento per determinare se ci fossero dei segni di compromissione che possono aver eluso i controlli automatici. Lo scenario piu’ comune e’ quello di rivedere la cronologia di un indirizzo IP o di un file che e’ stato determinato essere dannoso.

Stoccaggio dei log file

Altra possibilita’ e’ raccogliere e archiviare in modo sicuro i log file, per un periodo fino a sette anni, per la conformita’ alle norme. Il team dovra’ fornire questi dati critici per un’analisi forense nel caso si verifichi una situazione di sicurezza.

Misurare gli indicatori di performance

Ovviamente e’ possibile monitorare le KPI (indicatori di performance). Nel dettaglio e’ possibile misurare e riportare le KPI per dimostrare al team esecutivo come stia funzionando il SOC.

Le sfide per implementare un proprio SOC

Trovare, formare e conservare i professionisti della sicurezza informatica e’ costoso

Le abilita’ necessarie per gestire le mansioni di sicurezza informatica sono molto richieste. Sfortunatamente, la carenza e’ destinata a peggiorare prima di migliorare. Secondo l’International Certification Organization (ISC), il numero di posizioni non occupate in tutto il mondo era di oltre 4 milioni di professionisti nel 2019, rispetto ai quasi tre milioni dell’anno precedente.

La formazione di personale con un ampio background IT nelle competenze di sicurezza informatica e’ un’opzione, ma mantenere queste persone e’ costoso. La loro sostituzione, quando eventualmente vengono assunte altrove, da’ inizio a un ciclo che di solito finisce per essere piu’ costoso del previsto, soprattutto rispetto al SOCaaS.

Inoltre, le persone che lavorano bene in questo settore di solito vogliono esplorare nuovi argomenti e affrontare nuove sfide. Dovrete trovare altri progetti o ruoli correlati per far ruotare il personale del SOC per tenerli impegnati. Questo aiuta anche a costruire le loro competenze, in modo che siano pronti a rispondere e ad agire prontamente quando necessario.

La sicurezza informatica e’ uno sport di squadra

E’ importante avere un insieme di competenze diverse e un team che lavori bene come squadra. Le minacce alla sicurezza si evolvono rapidamente, indagini e risposte adeguate richiedono persone che comprendano gli endpoint, le reti, le applicazioni cloud e altro ancora. Spesso si finisce per essere un manager SOC, un amministratore di sistema e un cacciatore di minacce, a seconda della giornata e da cio’ che accade nel proprio ambiente.

Questo significa che avrete bisogno di un team che impari in continuazione, in modo da avere le giuste competenze quando ne avrete bisogno. Le persone che vanno bene in questo settore prosperano in un ambiente di squadra in cui possono imparare e sfidarsi a vicenda. Per questo, avete bisogno di un workflow che riunisca regolarmente diversi analisti SOC.

Pensatela in questo modo: non mettereste sul campo una squadra di calcio che non si e’ allenata insieme. La vostra squadra SOC si scontra con un avversario che gioca di squadra ogni giorno. Per avere successo, avete bisogno di professionisti che abbiano molta esperienza di gioco per costruire le loro capacita’ sia nella posizione singola che come squadra.

Una squadra di analisti SOC che non faccia un allenamento regolare non sara’ pronta quando verra’ colpita da un avversario ben allenato. E’ difficile ottenere questa esperienza in una piccola organizzazione.

Un SOCaaS e’ la risposta immediata a questa esigenza. La squadra che si occupera’ della vostra sicurezza IT e’ allenata e stimolata ogni giorno da sfide sempre nuove, dovendo avere a che fare con infrastrutture diverse quotidianamente.

La copertura 24/7 e’ una necessita’

Lasciare che un avversario sia libero di lanciare esche per ore, giorni o settimane rende infinitamente piu’ difficile contenere e rimuovere le minacce. L’avversario sa di avere un tempo limitato per fare piu’ danni possibili, come nel caso del ransomware, o per mettere in secondo piano le porte, come nel caso dell’estrusione dei dati.

Avrete le migliori possibilita’ di recupero se potrete indagare e rispondere in pochi minuti. Una soluzione che fornisca una copertura 24×7 e’ quindi fondamentale.

Nella sicurezza informatica non esistono “orari di lavoro” per un motivo in particolare: un attacco potrebbe arrivare da un punto qualunque del globo, di conseguenza non si puo’ fare affidamento a orari convenzionali. Questo e’ frutto della diffusione della rete come strumento di connessione mondiale, possiamo solo farci i conti in modo adeguato. Un SOCaaS solleva l’azienda che lo utilizza dal mantenere una divisione aperta 24/7.

Gestire i fornitori e integrare gli strumenti e’ piuttosto costoso

La sicurezza informatica e’ complessa e la tecnologia si evolve rapidamente. Ci saranno sempre piu’ tecnologie che devono lavorare insieme, il che richiede il mantenimento delle competenze per implementare, aggiornare e configurare ogni componente e formare il vostro personale sulle nuove versioni e caratteristiche. Se avete il vostro SOC, dovete gestire anche queste relazioni tra i fornitori, le licenze e l’attivita’ di formazione.

La linea di fondo e’ che la creazione delle capacita’ di cui avete bisogno richiede un sacco di compiti di basso livello e un esteso lavoro quotidiano. Per le organizzazioni in grado di sostenerlo, lo sforzo ha senso. Per la maggior parte delle organizzazioni, il compito e’ meglio lasciarlo a un partner in grado di fornire questo servizio, consentendo di ottenere tutti i vantaggi di un SOC di alto livello senza la spesa e la distrazione di costruirlo voi stessi.

Conclusioni

Se il budget non e’ un problema e si dispone di abbastanza personale che si concentri sulla costruzione e manutenzione di un SOC 24×7, allora puo’ avere senso seguire questa strada. Se siete vincolati su uno di questi due fronti, allora il SOCaaS sara’ l’approccio migliore.

In sintesi, il SOCaaS vi permette di:

1. Passare il tempo a gestire la sicurezza, non la tecnologia e i fornitori
2. Avere una spesa prevedibile. Nessuna richiesta di budget a sorpresa
3. Ottenere informazioni sulla sicurezza da altre organizzazioni
4. Gestire gli allarmi in modo piu’ efficiente e con risultati piu’ prevedibili
5. Essere agili e stare al passo con le esigenze IT della vostra organizzazione in continua evoluzione
6. Rimanere al passo con le innovazioni degli strumenti di sicurezza di oggi.

Se la tua azienda vuole saperne di piu’ sulle soluzioni SOCaaS di Secure Online Desktop, contattateci per una consulenza non vincolante. Vi illustreremo tutti i vantaggi e chiariremo ogni dubbio riguardo a questa soluzione.

Link utili:

Sicurezza: pentest e verifica delle vulnerabilita’

SOC as a Service

 

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